Fecondazione assistita: a 32 anni dalla prima nascita in provetta

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    La fecondazione assistita, o per essere più precisi, la procreazione medicalmente assistita, il prossimo 25 luglio compie 32 anni. E’ questa la data del compleanno di Louise Brown, la prima bimba nata in provetta. Nel video vediamo le immagini della sua nascita,un cesareo programmato: pezzi di storia, non solo scientifica. A Roma è in corso in questi giorni il 26° Meeting annuale della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (Eshre) che vede protagonisti i maggiori esperti al mondo in tema di fertilità. Si tratta di un incontro importante, utile per confrontare le nuove tecniche di fecondazione, ma anche e soprattutto per fare un bilancio.

    Si parlerà delle nascite, di fertilità di coppia, di bioetica, si evidenzieranno i rischi di insuccesso, le gravidanze multiple, le varie legislazioni. La salute della donna, al centro di tutto, comprese le sue scelte, ad esempio, di conservare i propri embrioni per motivi sociali, tendenza sempre più diffusa e non da tutti condivisa.

    Le donne fortunatamente, care amiche di Pourfemme, non sono più ritenute colpevoli totali della mancanza di figli (come era all’epoca delle nostre nonne). Oggi si sa che le cause sono egualmente ripartite tra i due sessi: una coppia su sei presenta un problema di infertilità almeno una volta durante la vita riproduttiva.

    Il 20-30% dei casi di infertilità dipende dagli uomini, il 20-35% da cause fisiologiche delle donne e il 25-40% dei casi è dovuto a un problema congiunto. Nel 10-20% dei casi non vi è alcuna causa. E non dimenticate che tra le motivazioni dell’infertilità ci sono anche stili di vita errati: fumo, obesità, stress ed età.

    Questi stessi problemi, care amiche possono anche precludere la riuscita della fecondazione. La stessa Società Europea di Riproduzione Umana ed embriologia ha di recente proposto di vietare la tecnica alle donne in soprappeso e fumatrici, proprio per l’alto numerosi insuccessi.

    Una gravidanza non riuscita in questi casi è comunque molto pesante per il nostro organismo. Ricordiamo ad esempio tra le complicanze la Sindrome di Iperstimolazione Ovarica, non molto frequente ma da prendere in considerazione.

    Ci tengo inoltre a sottolinearvi un altro fattore emerso nel convegno: l’ Eshre ha analizzato i dati provenienti dai paesi europei col maggior numero di interventi: un terzo delle coppie proviene dall’Italia. Vi abbiamo già parlato delle due donne che si sono recate per questo motivo in Danimarca.

    La legge italiana sulla fecondazione assistita si conferma dunque decisamente limitata anche per le coppie eterosessuali e costringe (chi può economicamente) a migrare. Attente però amiche, se opterete per questa via, accertatevi che il centro scelto sia veramente qualificato. Non fidatevi solo delle pubblicità che potrete trovare al riguardo. Ne va del vostro sogno di avere un figlio e della vostra salute.