Febbre: cause, sintomi e rimedi

Si può definire febbre un aumento della temperatura corporea al di sopra dei valori normali. La fluttuazione della temperatura interna può essere causata da diversi cause e manifestarsi con molteplici sintomi, che nel complesso provocano uno stato di malessere generalizzato. Pur non essendo uno stato patologico può essere necessario alleviare il disturbo con alcuni semplici rimedi.

da , il

    Febbre: cause, sintomi e rimedi

    Quali sono le cause, i sintomi e i rimedi relativi alla febbre? “Avere la febbre” è un’espressione piuttosto comune usata per indicare il semplice aumento della temperatura corporea in risposta ad una malattia o ad un’infezione in corso nell’organismo. Non si tratta di un disturbo vero e proprio, piuttosto è un sintomo conseguente ad altri problemi di salute più o meno gravi. Tuttavia, il lieve aumento di temperatura del corpo è una variazione piuttosto usuale durante il corso della giornata, perchè legata all’attività di alcune sostanze biologiche presenti nell’organismo. Vediamo quindi di capire più in dettaglio cosa rappresenta realmente la febbre, come e perchè si manifesta e quali rimedi adottare per tenerla sotto controllo.

    Caratteristiche principali della febbre

    Normalmente, in un individuo sano la temperatura corporea è compresa tra i 36,4 ed i 37,2 gradi centigradi. Superati questi livelli si può parlare di febbre più o meno alta a seconda di quali valori raggiunge. Per il corpo umano è importante mantenere l’ambiente termico interno costante, affinché i vari processi metabolici possano avvenire ad una velocità ottimale.

    A seconda del suo andamento giornaliero, la febbre si definisce lieve se si ferma a quota 38-38,5°; moderata se sale fino a 39°, ed è elevata quando supera i 39°-39,5°. Inoltre, si parla di febbre persistente se permane per più ore e più giorni. Si parla, invece, di iperpiressia quando l’innalzamento supera i 40° centigradi.

    La temperatura corporea può, comunque, subire delle lievi variazioni nell’arco della giornata per cause biologiche: in particolare, è frequente registrare delle temperature interne più basse al risveglio, mentre raggiungere e superare i 37° nel tardo pomeriggio. Tuttavia, può accadere anche il contrario.

    Da ciò si può dedurre che il confine tra avere la febbre e raggiungere una temperatura lievemente più alta del normale, per questioni del tutto biologiche, è molto labile. Secondo l’OMS, lo stato febbrile può essere tale quando si registra una temperatura superiore ai 37,5° centigradi, accompagnata dalla percezione di malessere diffuso. Al contrario, non viene definita febbre una lieve fluttuazione serale della temperatura corporea in una donna in piena ovulazione.

    Possibili cause

    Come precedentemente detto, la febbre non è una malattia né uno stato patologico. Spesso però, si tratta del segnale che altri disturbi minacciano lo stato di salute dell’organismo. L’aumento della temperatura corporea è quindi un importante meccanismo di difesa, messo in atto dal corpo contro le infezioni interne, per:

    • ostacolare la proliferazione batterica e virale, generalmente ottimale a circa 37°
    • attivare se necessario il sistema immunitario
    • manifestare un chiaro segnale di allarme che renda evidente lo stato di malessere

    Più la temperatura interna è alta, minore è la capacità di virus e batteri di sopravvivere: infatti, la maggior parte dei microbi patogeni viene uccisa ad una temperatura prossima ai 40° centigradi. Inoltre, l’aumento della temperatura si associa da un lato ad una riduzione della proliferazione dei microrganismi patogeni e dall’altro ad un sensibile incremento dell’attività delle cellule con funzione immunitaria.

    Le principali cause dell’insorgenza della febbre riguarda quindi le infezioni. Tra le più comuni possono citarsi:

    Tuttavia, oltre che per le infezioni di origine batterica o virale, la febbre può insorgere anche come causa secondaria di specifiche malattie o derivare dall’utilizzo di alcuni farmaci, ad esempio:

    Infine, è bene non dimenticare che talvolta una lieve alterazione della temperatura corporea interna è semplicemente dovuta a una reazione del corpo a vestiti troppo pesanti, all’attività fisica, al ciclo mestruale, a forti emozioni, ad eventi climatici esterni o al cibo, specie se piccante!

    Sintomi più frequenti

    Pur essendo essa stessa una chiara manifestazione sintomatica, la febbre può essere accompagnata da tutta una serie di ulteriori sintomi annessi. In alcuni casi, può verificarsi una febbre senza sintomi, specie quando la causa dell’aumento della temperatura è lo stress e la stanchezza eccessivi. Spesso, comunque, i sintomi associati sono:

    • sudorazione
    • brividi e pelle d’oca
    • mal di testa
    • dolori muscolari
    • inappetenza
    • pallore
    • disidratazione
    • debolezza generale
    • stanchezza

    In caso di valori di febbre particolarmente elevati potrebbero essere collegati anche altri sintomi più gravi come ad esempio:

    • allucinazioni
    • confusione
    • irritabilità
    • convulsioni

    Cure e rimedi utili

    Avendo visto che la febbre è un potente strumento per contrastare virus e batteri, non risulta sempre necessario abbassare la temperatura corporea. Pertanto, privare l’organismo di un meccanismo di difesa così importante, assumendo farmaci antipiretici o antibiotici, potrebbe in molti casi avere un effetto contrario, abbassando le difese immunitarie.

    Tuttavia, se la febbre non è particolarmente elevata è possibile tenerla sotto controllo con dei rimedi efficaci, tra cui una buona dose di riposo, il consumo di pasti facilmente digeribili, l’abbondante assunzione di acqua e tisane calde e l’astensione da fumo o alcolici.

    Se la temperatura interna è molto alta, cioè sale oltre i 41°C e si associa a molti altri sintomi particolarmente debilitanti, diventa importante cercare di abbassare la febbre tramite l’assunzione di farmaci antipiretici, ovviamente dietro prescrizione medica. Tra questi spicca, in particolare, il paracetamolo, la cui posologia è di 300/500 mg ogni 4/6 ore nell’adulto, che non soffra di malattie epatiche, altrimenti sarà preferibile l’aspirina, in dosi di 1,5-2 grammi, suddivise in quattro volte al giorno.

    Febbre nei bambini

    La febbre è uno dei sintomi più comuni nel corso del periodo infantile. Anche per quanto riguarda i bambini, si parla di febbre solo sopra i 37,5°. Indicativamente si considera febbre in un bambino quando la misurazione restituisce valori uguali o superiori a:

    • 38.0° per via rettale
    • 37.5° per via orale
    • 37.2° sotto l’ascella

    La temperatura varia leggermente nelle varie parti del corpo umano. La misurazione rettale è quella maggiormente più vicina alla realtà. Quella ascellare, invece, è più bassa, così come quella rilevata al di sotto della lingua. La temperatura più affidale sarebbe, in ogni caso, quella esofagea inferiore attraverso apposite sonde.

    In ogni caso, la febbre nei bambini è un mezzo di difesa che il corpo attua contro infezioni, virali o batteriche. In genere, quando la temperatura del proprio bambino si alza è importante rimanere calmi e osservare in maniera vigile come evolve la situazione. Ma tutto dipende anche dall’età del piccolo, perchè se ha tra uno e 12 mesi va fatto visitare in giornata, al pronto soccorso o dal proprio pediatra.

    Nei bambini più grandi, invece, la febbre è un meccanismo fisiologico utile all’organismo e pertanto non è sempre necessario ricorrere ai farmaci per abbassare la temperatura. In questi casi, il sintomo può durare quattro o cinque giorni, e in generale non è un indice della gravità della malattia. Tuttavia, è sempre fondamentale monitorare la situazione anche con l’aiuto del pediatra e ricorrere a quest’ultimo soprattutto se la febbre si accompagna ad un rapido peggioramento di altri sintomi, come vomito, mal di testa, alterazioni della respirazione.

    Secondo le linee guida, per abbassare la febbre nei bambini possono essere utili il paracetamolo o l’ibuprofene, meglio se in gocce o sciroppo, perchè entrambi efficaci e sicuri, evitando però di alternarli. Sconsigliati, invece, gli antibiotici, il cortisone e l’acido acetilsalicilico, che non è indicato in età pediatrica per il rischio di contrarre la sindrome di Reye.