Farmacie e liberalizzazioni: cosa cambia

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    Il nuovo decreto sulle liberalizzazioni riguarda anche le farmacie, come certo saprete, e quindi, direttamente tutti noi consumatori. La categoria dei farmacisti annuncia azioni di protesta contro le liberalizzazioni, affermando che: “Sono insostenibili per le farmacie” mentre Federfarma mette in guardia contro un: “Alto rischio di disservizio”. Ma di fatto, cosa cambia? In realtà, una delle novità che i farmacisti più paventavano e che doveva essere inclusa nel decreto era la vendita dei farmaci di fascia C (quelli da prescriversi dietro ricetta medica ma interamente a carico del cittadino) anche nelle parafarmacie e negli esercizi commerciali abilitati.

    Se questa modifica non è passata, ciò che resta, però, è l’obbligo, per le Regioni, di aumentare il numero di farmacie da una ogni 5mila abitanti a una ogni 3mila, il che dovrebbe permettere un abbassamento dei prezzi come conseguenza dell’aumentata concorrenza. Il tutto, logicamente, a vantaggio del consumatore.

    Qualora le Regioni non si mettessero in regola con il piano di nuove concessioni entro 120 giorni dall’entrata in vigore del DL (attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento italiano), con bandi di concorso per la copertura delle nuove sedi entro 30 giorni, allora il Consiglio dei Ministri si riserverà di nominare un commissario esterno.

    A proposito del concorso che ogni Regione dovrà bandire per consentire l’apertura dei nuovi esercizi, il Ministro della Salute Renato Balduzzi spiega di cosa si tratta esattamente: “Un unico grande concorso straordinario per l’apertura di oltre cinque mila farmacie” (in tutta Italia).

    Come si intuisce, una piccola rivoluzione per la categoria, che finora è senza dubbio stata una delle più “protette”, anche perché i nuovi concorsi saranno aperti ai farmacisti attualmente non titolari (e ci mancherebbe!) anche coloro che svolgano attività diverse dalla propria qualifica, proprio per permettere loro di esercitare la loro professione e immettersi sul mercato.

    Quello che, come consumatori, ci attende, oltre a vedere sorgere più farmacie nelle nostre città, è quella, finalmente, di vedere abbassarsi i prezzi dei medicinali e degli altri prodotti in vendita con, verosimilmente, una maggiore spinta per i farmaci generici (anche detti equivalenti). Insomma, a ben vedere, a noi pare davvero un’ottima mossa.

    Dolcetto o scherzetto?