Farmaci, sulla ricetta il principio attivo al posto del brand: cosa cambia?

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    La legge per la Spending Review è passata ed ora è in vigore anche per ciò che riguarda il Sistema Sanitario Nazionale e la spigolosa questione dei farmaci generici. Dal 14 Agosto infatti la nuova normativa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale diventando effettiva. Ieri il primo vero giorno (dopo la pausa di Ferragosto) in cui i medici di base sono stati obbligati a segnare sul foglietto rosso, la ricetta per la prescrizione, esclusivamente il principio attivo del farmaco e non più il nome del medicinale di marca, il brand, come è stato finora. L’obiettivo è quello del risparmio economico da parte delle casse pubbliche, ma i medici di base (come pure le grandi case farmaceutiche ovviamente) sono scesi sul piede di guerra. Cerchiamo di capire meglio perché e cosa cambia effettivamente per noi cittadini, sempre più pazienti (nel doppio senso della parola).

    Cosa si intende con “principio attivo sulla ricetta medica”?

    Chiaramente, care amiche di Pourfemme, non tutti comprendono a fondo cosa si intende con principio attivo, soprattutto le persone anziane, maggiori fruitrici dei farmaci, quindi cerchiamo di spiegarlo con semplicità: su ogni scatola di medicinali, troverete il nome commerciale con scritto sotto il principio attivo. Esempio? Sulla scatola del Lasonil (gel per contusioni) troverete la dicitura Ketoprofene, su quella dell‘Augmentin (antibiotico) amoxicillina, su quella della Tachipirina (antifebbrile ed antinfiammatorio) paracetamolo. Ecco la seconda dizione è il principio attivo, ovvero il componenete essenziale del medicinale di cui spesso è indicata anche la percentuale. Il farmaco è poi composto da una serie di altri eccipienti, specificati nel foglietto illustrativo e che servono a particolareggiare il prodotto, magari rendendolo gradevole al palato, come nel caso degli sciroppi per bambini.

    Cosa cambia in farmacia e dal medico curante?

    Il medico curante all’atto della prescrizione medica dovrà segnare obbligatoriamente solo il principio attivo del medicinale sulla ricetta rossa. Una volta consegnata la richiesta in farmacia, sarà dato al paziente il medicinale generico più economico che ha quel principio attivo. Cioè il SSN rimborserà alla farmacia solo questa cifra e non di più. I farmaci generici sono in media più economici del 20% rispetto a quelli “di marca” e lo Stato risparmierà. Il paziente potrà optare però per il farmaco famoso pagando la differenza. Se ad esempio un antistaminico “griffato” costa 12 euro e quelli equivalenti uno 10 ed uno 8 euro, il farmacista sarà tenuto a consegnare quello da 8 euro, mentre se il paziente sceglierà di prendere quello di marca dovrà versare 4 euro aggiuntivi alla ricetta che, ricordiamo, equivale ad una partecipazione alle spese del SSN. Ciò significa che i farmaci che il SSN non passa ovvero quelli in fascia C continueranno ad essere erogati come prima: basterà scegliere tra il generico e quello di marca a proprie totali spese. In casi particolari come per le malattie croniche invece il medico di base potrà continuare a prescrivere i nomi commerciali dei farmaci; negli altri casi potrà optare per questa scelta ma dovrà motivare sulla richiesta il perché della dizione “non sostituibile”.

    Foto: Cacobeto per Flickr