Farmaci brand o farmaci generici? Quali sono i più efficaci? [VIDEO]

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    Farmaci brand e generici

    A distanza di qualche anno dalla loro introduzione in Italia, i farmaci generici destano ancora molti sospetti, tra i pazienti e tra gli stessi medici. Sono più o meno efficaci dei “colleghi” griffati, dei farmaci brand? Difficile dare una risposta valida per tutti i casi e per tutti i medicinali equivalenti o generici che dir si voglia. Se in teoria, per natura e definizione, i farmaci equivalenti dovrebbero garantire la stessa efficacia e la stessa tollerabilità di quelli brand, in pratica, secondo alcuni esperti, italiani e internazionali, la situazione potrebbe essere ben diversa. Niente allarmismo, ma qualche dubbio sì.

    I farmaci generici, cosa sono?

    Ma cosa sono, davvero i farmaci generici o equivalenti? Non sono altro che la copia del medicinale griffato, quello di marca già presente in commercio da molti anni (in Italia dieci anni) il cui brevetto è scaduto.

    Per essere definito tale, prodotto e commercializzato, il farmaco generico dovrebbe avere, rispetto al farmaco originale, la stessa composizione qualitativa, la stessa quantità di sostanza attiva, la stessa forma farmaceutica e un costo di almeno il 20% inferiore. Inoltre, gli equivalenti devono specificare, a chiare lettere, il nome del principio attivo.

    Poche certezze, molti dubbi sull’efficacia

    Se è vero che non esistono, attualmente, ancora sufficienti dati in letteratura in grado di stabilire con certezza quale sia, tra i farmaci brand e i loro equivalenti, il più efficace, è altrettanto vero che non ci sono ancora garanzie sufficienti sull’equivalenza dei farmaci generici, oltre che nel nome anche nei fatti.

    “Ci sono tante evidenze oggi in letteratura, anche molto attuali, che documentano come i farmaci generici si associno a una riduzione di efficacia clinica o a uno sviluppo di effetti collaterali” ha osservato il professor Luca Gallelli, ordinario di Farmacologia Clinica, Università di Catanzaro.

    Difficile generalizzare ed emettere sentenze definitive sulla superiorità, in termini di efficacia e tolleranza, di un farmaco originale rispetto al suo equivalente in tutti gli ambiti. A titolo esemplificativo però, come suggerito dal professor Gallelli, “il problema della differenza in termini di efficacia di questi farmaci si può vedere in due ambiti molto importanti: l’ambito cardiovascolare e quello del sistema nervoso centrale. Proprio sul sistema nervoso centrale abbiamo un lavoro pubblicato recentemente su Cenesdranks che documenta come i farmaci brand rispetto ai generici possono avere maggior stabilità e quindi efficacia nei pazienti”.

    Dubbi che non dovrebbero indurre a diffidare completamente dei farmaci generici, ma che dovrebbero, al contrario, stimolare una riflessione più approfondita da parte dei medici che prescrivono i medicinali, dei farmacisti che li vendono e dei pazienti che li assumono. Non sempre, infatti, i farmaci brand sono interscambiabili con quelli equivalenti: ogni caso è a sé e dovrebbe essere valutato attentamente dal medico.

    I generici sono davvero uguali ai farmaci brand?

    I farmaci generici, per potersi definire tali, devono essere bioequivalenti a quelli originali. Per i farmaci generici si richiede semplicemente la cosiddetta bioequivalenza, “Misurando nel sangue le concentrazioni del farmaco generico e valutando se le concentrazioni che il farmaco generico raggiunge nel sangue e mantiene nel tempo sono simili a quelle del farmaco di marca”, ha chiarito il professor F. Vittorio Costa, specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e Hypertension Specialist della Società Europea dell’Ipertensione.

    Qualche dubbio sugli studi di bioequivalenza viene sollevato anche dal professor Costa: “Gli studi di bioequivalenza non vengono condotti nei pazienti che poi utilizzeranno i farmaci, ma vengono condotti su volontari sani. Consistono in valutazioni farmacocinetiche dopo somministrazione di dosi singole del prodotto generico e di quello di marca. Questa parzialità di studio può portare alcuni problemi soprattutto nei farmaci utilizzati nelle terapie croniche; molti farmaci cambiano il loro assorbimento e la loro eliminazione quando vengono somministrati ripetutamente nel tempo”.

    Infine, ricordiamo che la procedura per la registrazione dei farmaci generici, a differenza di quella prevista per i brand, è semplificata, per quanto riguarda l’efficacia. Infatti, le aziende farmaceutiche produttrici non sono obbligate a condurre studi o sperimentazioni cliniche sull’efficacia del medicinale, se provano che si tratta di un farmaco equivalente a quello originale.

    Detto questo, prima di sostituire un farmaco brand con uno generico, sarebbe sempre consigliabile consultare il proprio medico in proposito.

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