Endometriosi, sintomi da riconoscere e cure da adottare

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L’endometriosi è una malattia causata dalla presenza di cellule dell’endometrio fuori dalla sua sede abituale, cioè l’utero.  Si tratta di una patologia ancora sconosciuta, perché di difficile individuazione, ma soprattutto perché non se ne conoscono ancora le cause precise. La ricerca a questo proposito sta lavorando in numerose direzioni: si prende in considerazione l’inquinamento ambientale (specie l’esposizione alla diossina), ma anche l’aspetto genetico. Una recente ricerca sembra avvalorare la presenza di geni alterati quali causa (o concausa) dell’endometriosi.

Tra le altre ipotesi si pensa anche ad un errato funzionamento del sistema immunitario e a quel disturbo chiamato mestruazione retrograda: ovvero, quel particolare caso in cui il flusso mestruale anziché fuoriuscire risale attraverso le tube.

Come riconoscere i sintomi dell’endometriosi

Non esistono dati certi sull’epidemiologia della malattia, anche se si stima che soffrano di endometriosi addirittura tra i 150 ed i 170 milioni di donne in età fertile in tutto il mondo. Questo perché non comporta dei sintomi ben precisi, ma riconducibili ad altre problematiche. Ma quali sono? Spesso sin dalla prima mestruazione si soffre di dolore addominale e pelvico, (continuo o in prossimità del ciclo) che però solitamente è considerato un disturbo “normale” e quindi per anni non viene indagato. Nel 64% dei casi si può soffrire di dispareunia, ovvero di dolori durante i rapporti sessuali. Rappresenta inoltre la maggior causa di infertilità femminile (30/40%): in questi casi si arriva alla diagnosi purtroppo dopo molti anni di tentativi. Bisogna dunque fare attenzione a tutta la sintomatologia generale ed evidenziarla al medico al più presto. Altri disturbi intercorrenti in caso di endometriosi sono: le mestruazioni abbondanti e le perdite intermestruali; dolore durante l’evacuazione; sangue nelle urine o dal retto; dismenorrea.

Quali cure adottare in caso di endometriosi

Ovviamente le cure da adottare in caso di endometriosi sono diverse a seconda dei sintomi e delle problematiche. Non esiste una terapia definitiva, ma solo alcuni modi per controllare i disturbi, più o meno invasivi. A volte può bastare un semplice antidolorifico, ma nella maggior parte dei casi si ricorre alla pillola anticoncezionale. Inibendo l’ovulazione, evita che l’endometrio si ingrossi e dunque si diffonda. In taluni casi si può sostituire con medicinali ormonali che hanno la stessa funzione e nei casi più gravi si può ricorrere all’intervento chirurgico, specie se la terapia farmacologica non sembra funzionare: in questo caso si toglie direttamente la parte di endometrio che provoca il disturbo. Ma non è detto che la soluzione sia definitiva, il problema si può nuovamente manifestare. Attualmente l’intervento chirurgico si può effettuare anche in laparoscopia, tecnica mininvasiva che può ridurre i problemi post operatori. Lo scorso anno il Ministero della Salute ha dato il via ad una campagna informativa al riguardo: “Quello che non so di me”, ma sembra, purtroppo che non abbia avuto un seguito oltre l’input iniziale.

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Martedì 20/03/2012 da

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