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Endometriosi: cause, sintomi, diagnosi e cura

Endometriosi: cause, sintomi, diagnosi e cura

L’endometriosi può colpire le donne dalla prima mestruazione fino al periodo della menopausa. Questo si sviluppa indipendentemente dal fatto di aver avuto o meno gravidanze, tuttavia una delle sue principali complicazioni è l'infertilità. I sintomi sono numerosi e sono caratterizzati dal dolore pelvico, ma le cause non ancora del tutto chiare.

da in Endometriosi, Ginecologia
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    Endometriosi: cause, sintomi, diagnosi e cura

    Quali sono le cause, i sintomi, la diagnosi e la cura dell’endometriosi? L’endometriosi è una malattia causata dalla presenza di cellule dell’endometrio fuori dalla sua sede abituale, cioè l’utero, e si sviluppa più comunemente nell’area della pelvi, coinvolgendo ovaie, intestino ed il tessuto del bacino. Si tratta di una patologia di difficile individuazione perché non se ne conoscono ancora le cause precise, ma è importante riuscire a riconoscerne i sintomi e sapere quali sono le cure da adottare prima che il problemi degeneri causando l’infertilità. Il disturbo, infatti, colpisce il 7-10% delle donne in età fertile, di cui dal 30% al 40% è sterile proprio a causa di questa malattia.

    L’endometriosi è caratterizzata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, cioè l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Raramente, il tessuto endometriale può estendersi oltre la regione pelvica. Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità. L’endometriosi può colpire le donne sin dalla prima mestruazione fino all’epoca della menopausa, anche se dopo i 40 anni la formazione di tessuto endometriale tende progressivamente a rallentare.

    Il tessuto endometriale può trovarsi disseminato in varie parti del corpo, costituendo così diverse tipologie di endometriosi:

    • Endometriosi interna, o adenomiosi, è una forma che colpisce solo il miometro, cioè la parete muscolare uterina, provocandone un ispessimento anomalo. Spesso, può essere una condizione asintomatica ma, in genere, può provocare diversi disturbi del ciclo mestruale che col tempo possono peggiorare ulteriormente.
    • Endometriosi esterna, risponde meglio alla definizione di endometriosi perchè è caratterizzata dalla presenza di una certa quantità di tessuto endomatriale al di fuori dell’utero. Può colpire diverse zone del corpo, e quindi distinguersi in endometriosi esterna pelvica, ovarica o tubarica e addominale.
    • Endometriosi intestinale, spesso confusa con la sindrome del colon irritabile, si verifica all’interno dell’intestino. Le donne maggiormente colpite dall’endometriosi intestinale hanno un’età compresa tra i 29 e i 39 anni.

    L’ampio spettro di possibili localizzazioni del tessuto ectopico spiega la grande varietà di sintomi e di complicanze che l’endometriosi può causare. Infatti, a causa degli stimoli ormonali tipici dell’ovulazione e dell’età fertile, il tessuto endometriale dislocato continua ad agire come farebbe normalmente, addensandosi, rompendosi e sanguinando con ogni ciclo mestruale. Dato che questo tessuto non ha modo di uscire dal corpo, rimane all’interno e provoca forte dolore e infiammazione cronica, con danno tissutale degli organi colpiti.
    La complicazione principale dell’endometriosi è la possibile infertilità. Circa un terzo delle donne affette da tale patologia hanno difficoltà a rimanere incinte. Ma l’endometriosi può influenzare la fertilità in maniera anche meno diretta, creando danni agli spermatozoi o agli ovuli.
    Un’altra possibile complicanza è il tumore dell’ovaio, che si verifica in percentuale più alta nelle donne con endometriosi. Tuttavia, secondo i medici il rischio di questa tipologia di tumore in concomitanza con l’endometriosi è relativamente bassa. Inoltre, il rischio di vita complessivo del tumore ovarico si è dimostrato essere basso.

    Ancora oggi non si conoscono le cause precise dell’endometriosi. Numerose sono le ipotesi e di sicuro esiste una concomitanza di vari fattori. Su tutte le tesi si lavora con attenzione per cercare di comprendere meglio i meccanismi che portano a questa malattia. Vista l’incidenza in età riproduttiva, alcuni scienziati ritengono che l’endometriosi sia dovuta all’azione degli estrogeni, e le attuali terapie sono infatti frequentemente mirate in questa direzione. Un’altra ipotesi è quella delle mestruazioni retrograde, ossia di detriti di tessuto dell’endometrio del ciclo mestruale che risalirebbero dalle tube di Falloppio fino alla cavità addominale. Viene considerata anche la mullerianosi, ritenendo che alcune cellule rimaste a livello embrionale possano svilupparsi in tessuto endometriale a seguito della stimolazione degli estrogeni.
    Ma le cause dell’endometriosi potrebbero dipendere anche dall’esposizione a sostanze tossiche o da una malattia autoimmune. La maggiore incidenza di endometriosi tra donne della stessa famiglia pone anche l’ipotesi sulla causa genetica.

    Non esistono dati certi sull’epidemiologia della malattia, anche se si stima che soffrano di endometriosi addirittura tra i 150 ed i 170 milioni di donne in età fertile in tutto il mondo.

    Questo perché l’endometriosi non comporta dei sintomi ben precisi, ma riconducibili ad altre problematiche. Spesso sin dalla prima mestruazione si soffre di un forte dolore addominale, continuo o in prossimità del ciclo, che però solitamente viene sottovalutato e non indagato adeguatamente. Come è già stato detto, l’endometriosi rappresenta la maggior causa di infertilità femminile, e in questi casi purtroppo si arriva alla diagnosi dopo molti anni di tentativi. Altri disturbi intercorrenti in caso di endometriosi possono essere:

    Nella diagnosi dell’endometriosi, molto importante è l’anamnesi accurata della paziente. Il secondo step è l’esame fisico della paziente, che può permettere di diagnosticare localizzazioni endometriosiche a livello del setto retto vaginale, sulla cervice uterina o a livello dei fornici vaginali. L’esame fisico può inoltre rilevare particolari problemi degli organi pelvici, che devono far sospettare la presenza di endometriosi. Tra gli strumenti utilizzati per la diagnosi vi sono inoltre:

    Attraverso l’esame ecografico è possibile visualizzare le formazioni cistiche endometriosiche a carico delle ovaie, dell’utero e degli altri organi pelvici, nonché rilevare l’eventuale sovvertimento anatomico che alcune condizioni di endometriosi possono comportare.

    La risonanza magnetica delle pelvi nel caso dell’endometriosi, spesso, non migliora le capacità diagnostiche di una buona ecografia trans-vaginale. Infatti, il suo utilizzo va limitato a quesiti particolari o per endometriosi che interessino organi non ginecologici, come uretere, intestino, localizzazioni extra pelviche della malattia.

    La laparoscopia è la miglior tecnica chirurgica e diagnostica per l’endometriosi perchè non-invasiva, grazie all’introduzione di una sonda collegata a una telecamera, nell’ombelico, attraverso cui è possibile visualizzare gli organi pelvici e, se necessario, sottoporli a interventi operativi. Attraverso la laparoscopia è possibile diagnosticare endometriosi in pazienti non sintomatiche, confermare la diagnosi ecografica di endometriosi o visualizzare i piccoli impianti peritoneali non visualizzabili con l’ecografia trans-vaginale. Infatti, la laparoscopia, attraverso il suo potere di magnificazione, permette l’individuazione di noduli endometriosici anche molto piccoli.

    Le cure disponibili in caso di endometriosi sono diverse a seconda dei sintomi e delle problematiche. Infatti, non esistendo una cura definitiva, le terapie mediche non vengono prescritte per guarire l’endometriosi, ma per tenerne sotto controllo i sintomi, migliorando così la qualità di vita delle pazienti affette da questa patologia. Vediamo di seguito i possibili trattamenti.

    A volte può bastare un semplice antidolorifico, ma nella maggior parte dei casi si ricorre alla pillola anticoncezionale, la quale inibendo l’ovulazione evita che l’endometrio si ingrossi e dunque si diffonda. In taluni casi si può sostituire con medicinali ormonali che hanno la stessa funzione, come i preparati a base di progesterone.

    Nei casi più gravi di endometriosi si può ricorrere all’intervento chirurgico, specie se la terapia farmacologica non sembra funzionare. In questo caso si elimina direttamente la parte di endometrio che provoca il disturbo, ma non è detto che la soluzione sia definitiva, e il problema si potrebbe nuovamente manifestare. Attualmente l’intervento chirurgico ritenuto il gold standard per l’endometriosi è la laparoscopia, tecnica mini-invasiva che può ridurre i problemi post operatori. Tuttavia, il ricorso alla chirurgia deve essere valutato sempre molto attentamente perchè può comportare degli effetti collaterali che in grado di determinare una diminuzione del potenziale riproduttivo della donna per una riduzione della sua riserva ovarica.

    Non conoscendo con certezza le cause di questa malattia, parlare di prevenzione dell’endometriosi è tecnicamente impossibile. Alcune ricerche evidenziano che le donne che hanno avuto una o più gravidanze hanno meno probabilità di sviluppare l’endometriosi, ma è anche vero che la malattia rende una gravidanza più difficile. Di certo, è importante parlare con il ginecologo quanto prima possibile, onde evitare anni di tentativi alla ricerca del concepimento, e soprattutto anni di dolore fisico.

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