Emergenza rifiuti a Napoli: rischi per la salute a causa della proliferazione di topi e insetti

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    Anche se la situazione lentamente migliora, l’emergenza rifiuti a Napoli è ben lungi dal trovare fine. Il neo sindaco Luigi De Magistris si sta industriando al meglio per riuscire a liberare il prima possibile la città dai cumuli di spazzatura, ma anche a causa del gran caldo estivo, la situazione sanitaria finora sotto controllo, rischia di degenerare. A sollevare la questione, è stata l’ANID, Associazione che riunisce le imprese italiane di disinfestazione, che ha posto l’accento sui pericoli legati alla proliferazione di topi, insetti, piccioni, cani e gatti randagi ecc, che nutrendosi dei rifiuti rischiano di diffondere molteplici patologie infettive.

    Il ratto grigio (il comune topo di fogna, per intenderci), arriva a riprodursi fino a sette volte l’anno ed è in grado di mangiare di tutto, incluse sostanze apparentemente non commestibili. Questa bestia, lasciata libera nell’ambiente, può diventare un focolaio infettivo ambulante, in grado di trasmettere anche all’uomo, malattie anche gravi come la leptospirosi, la salmonellosi, encefaliti varie, tifo, lehismaniosi e toxoplasmosi, solo per citare le più conosciute.

    Anche insetti come le blatte, che si cibano sempre di rifiuti, attraverso i propri escrementi possono disseminare in giro batteri e microbi come la salmonella, senza contare sia i ratti che gli insetti, in così grande presenza sul territorio possono aumentare i rischi di asma e disturbi allergici e respiratori, specie nei bambini.

    Secondo l’ANID, per tenere sotto controllo la situazione dal punto di vista igienico, andrebbero effettuate delle disinfestazioni mirate, attraverso l’uso di insetticidi e larvicidi. Unitamente a questo tipo di disinfezione, bisognerebbe anche utilizzare prodotti che inibiscano la fermentazione delle parti organiche dei rifiuti.

    Che dire, giriamo a chi di dovere questi consigli, anche se suppongo sappiano già molto bene che tipo di interventi vadano effettuati, almeno per evitare rischi grossi di epidemie infettive e contagi, e incrociamo le dita per Napoli, con la speranza di vederla rifiorire al più presto, come merita.