Ectopia, piaghetta al collo dell’utero: sintomi e cause

donna triste piaghetta all'utero

Ectopia è un termine complesso che in medicina indica una serie di patologie che hanno in comune la presenza di un tessuto o addirittura un organo, fuori dalla sua sede abituale (dal greco ék- topos, fuori di posto/luogo): il termine ci ricorda sicuramente e correttamente il concetto di gravidanza ectopica (fuori dall’utero), mentre i casi più noti, benché rari sono l’ectopia lentis (che riguarda il cristallino dell’occhio), l’ectopia cordis (in cui il cuore del feto è fuori dal torace) e l’ectopia renale (che riguarda i reni). Sono casi estremi e congeniti che si contrappongono notevolmente ad altre forme meno gravi, come l’ectopia cervicale, che consiste in una innocua piaghetta sulla cervice dell’utero.

L’ectopia, o piaghetta dell’utero, cos’è?
Ectopia o ectropion è dunque anche il termine medico con cui si indica la “piaghetta” sul collo dell’utero, ovvero una estroflessione, un prolungamento, verso l’esterno del tessuto che abitualmente riveste la mucosa endocervicale. Può avere dimensioni più o meno rilevanti e provocare sintomi dolorosi: alla diagnosi le donne sono sempre molto spaventate, ma bisogna stare tranquille perché effettivamente si tratta di una problematica non pericolosa.

Ectopia, le cause
L’ectopia, anche in questo caso è congenita, ovvero ci si nasce: l’epitelio endocervicale persiste oltre il periodo fetale fuori dalla cervice uterina in prossimità della vagina. In altri casi invece, si parla di ectropion, più che di ectopia, che si sviluppa in seguito a cause diverse: infiammazioni ricorrenti o mal curate, ma anche lacerazioni durante il parto, possono provocare la scomparsa dell’epitelio pavimentoso della cervice uterina, favorendo lo scivolamento esterno di tessuto, dando origine ad una “piaghetta”.

I sintomi dell’ectopia
L’ectopia cervicale, o piaghetta, è asintomatica nella maggior parte dei casi e si diagnostica solo in seguito ad una visita medica dal ginecologo. E’ chiaro che molto dipende dalle dimensioni e dalla posizione specifica. In genere può essere correlata ad un fastidio intimo, a leucorrea (le spiacevoli perdite bianche) o perdite di sangue durante i rapporti intimi, oltre che tra un ciclo mestruale e l’altro (spotting). Laddove questa sintomatologia sia sopportabile ed in presenza di una diagnosi, occorre prendersi maggiormente cura di se: lesioni di questo tipo possono indurre con più frequenza ad infiammazioni ed infezioni e dunque costituire un rischio maggiore di sviluppare lesioni pre-cancerose. Una visita ginecologica di routine, una volta l’anno può bastare, oltre le normali regole igieniche e una sessualità responsabile. In casi estremi ovvero molto fastidiosi, si può ricorrere ad un semplice intervento chirurgico: ve lo proporrà il medico stesso, si chiama diatermocoagulazione e si pratica in ambulatorio, senza la necessità di ricovero.

Foto: artrofdreaming per flickr

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Lunedì 27/08/2012 da

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