Ecco cosa occorre sapere sui sintomi della Tbc e la sua diagnosi

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    Torniamo anche oggi a parlare di Tbc, una patologia provocata dal micobatterio della tubercolosi, molto contagioso, che può colpire ad ogni età ed avere esiti gravi. Attualmente in alcune zone del mondo (Africa ed Indonesia ad esempio) è una malattia estremamente diffusa. Meno in Europa, anche se non mancano alcuni focolai. L’ultimo importante ad esempio è quello del Policlinico Gemelli di Roma, in cui sono stati infettati anche dei neonati. In genere si sviluppa comunque in ambienti in condizioni igienico-sanitarie non adeguate ed in persone con un sistema immunitario fragile, magari debilitato dalla povertà.

    I sintomi della tbc si possono dividere in due categorie, quelli generali e quelli specifici dell’organo che colpisce. Dal punto di vista generale, la tubercolosi può provocare febbre (non troppo alta, ma spesso ricorrente, o comunque duratura); diminuzione dell’appetito e conseguente perdita di peso; tosse persistente (ovvero che non passa nell’arco di un mese); malessere diffuso. Nello specifico invece, quando si sviluppa la tubercolosi polmonare, oltre alla tosse si può sviluppare una “mancanza di fiato”, affanno, una difficoltà respiratoria; il dolore al petto può essere sintomo di un conseguente accumulo di liquidi. In generale nei bambini piccoli non vi sono sintomi particolari, nonostante il loro sistema immunitario sia più debole.

    Per fare una diagnosi specifica, oltre la valutazione clinico-sintomatologica, è importante verificare altri fattori. Prima di tutto il contatto con altra persona affetta da tbc, esami di laboratorio, che analizzino il sangue e l’espettorato (o del liquido cerebrospinale, a seconda dei casi), una radiografia del torace ed il test della tubercolina. Se avete dubbi, chiedete consiglio al vostro medico curante. Senza allarmarsi troppo.