Eccesso di ferro: sintomi, dieta e conseguenze

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    Eccesso di ferro

    Se nell’organismo si accumulano quantità in eccesso di ferro, quali sono i responsabili, ma, soprattutto, i sintomi da non sottovalutare e le possibili conseguenze? Domanda più che lecita, che però pochi si pongono davvero. Infatti, è più conosciuta la situazione opposta, cioè la carenza di ferro nel sangue, da affrontare con farmaci e integratori specifici, ma quando si tratta di eccesso del minerale pochi lo sanno riconoscere. Non è una condizione che deve allarmare troppo, ma è un’anomalia e, in quanto tale, va affrontata con tutte le misure del caso, da adottare soprattutto a tavola, scegliendo la dieta più adatta.

    Tutti i sintomi

    Un punto in comune con il suo opposto, cioè il deficit, l’eccesso di ferro ce l’ha: uno dei suoi sintomi principali, cioè la stanchezza, che si declina anche come affaticamento persistente e anomalo.

    Rientrano, inoltre, nella possibile sintomatologia di questa condizione molti altri piccoli o grandi disturbi, come il mal di testa, le vertigini, i crampi, la perdita di peso, i dolori articolari, l’irritabilità e gli sbalzi d’umore.

    Le cause e le conseguenze

    La presenza di un sovraccarico di ferro nell’organismo può essere il risultato di diversi fattori, da quelli ereditari a quelli alimentari. Infatti, seguire una dieta ricca di alimenti con un alto contenuto di ferro facilmente assorbibile, come la carne rossa, può essere considerato un fattore di rischio importante.

    C’è poi un imputato particolare, che può assumere un doppio ruolo, cioè sia quello di causa, sia quello, in un certo senso, di conseguenza. È l’emocromatosi, una malattia, solitamente di tipo ereditario, caratterizzata proprio dall’accumulo eccessivo di ferro nei tessuti a causa di un difetto nei meccanismi di regolazione del metabolismo del minerale.

    L’accumulo progressivo ed eccessivo di ferro nei tessuti, con il passare del tempo, può danneggiare la funzionalità di molti organi, dal fegato al sistema circolatorio, provocando la comparsa di patologie di varia entità, come problemi cardiaci, cirrosi epatica, impotenza, sterilità, artropatie e osteoporosi. È fondamentale, quindi, diagnosticare l’anomalia in tempo, per approntare le misure necessarie, grazie al consiglio del medico.

    La dieta

    Per contrastare l’eccesso di ferro a tavola, è fondamentale preferire alimenti e sostanze che diminuiscono la quantità di ferro assorbita e limitare i cibi ricchi del minerale, come la carne rossa.

    Tra le sostanze utili ci sono: il calcio, un minerale essenziale che inibisce l’assorbimento di ferro, reperibile in molti alimenti, come il latte, lo yogurt, il formaggio, le sardine, i broccoli o le mandorle; gli ossalati (spinaci, cavoli verdi, barbabietole, noci, tè, crusca, fragole); i polifenoli, presenti, per esempio, nel cacao e nel caffè. Ottime alleate anche le uova, che grazie al contenuto di fosvitina diminuiscono l’assorbimento del ferro.