Ebola, il virus continua a fare paura

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    Epidemia di ebola: cresce l'allarme

    Ebola, il virus continua a fare paura, in Africa, dove l’epidemia è cominciata a dicembre 2013, ma anche nel resto del mondo, come negli Usa, dove si sono registrati due casi sospetti. Un virus letale nel 68% dei casi, secondo i dati ufficiali, che si manifesta con sintomi generici, come la febbre o il vomito, e con alcuni disturbi più specifici, come le emorragie, interne ed esterne. Fa paura, ma l’Oms rassicura: l’epidemia dovrebbe essere circoscritta, non siamo tutti in pericolo.

    Dal dicembre 2013 ai primi giorni di agosto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato ben 1323 casi e 729 morti. I Paesi africani teatro della terribile epidemia causata dal virus ebola sono la Guinea, la Sierra Leone, la Liberia e la Nigeria. Anche negli Stati Uniti sembrano esserci due casi sospetti di ebola, uno a New York e uno nell’ospedale di Columbus, in Ohio.

    Nessun pericolo per la popolazione mondiale? Gli esperti rassicurano, ma l’epidemia avanza e si espande velocemente e British Airways nel dubbio ha sospeso i voli da e per Liberia e Sierra Leone fino al 31 agosto. Oggi è in corso, a Ginevra, un summit dell’Oms proprio su questo tema, una riunione per decidere se inserire questa epidemia di ebola tra le “emergenze di salute pubblica a livello internazionale”.

    Gli esperti si interrogano e la massima organizzazione della salute internazionale sta definendo i contorni e la definizione da dare a questa epidemia. Ma di cosa si tratta esattamente? Cosa si intende per ebola? La malattia da virus ebola (EVD), definita anche febbre emorragica da virus ebola, è una patologia che colpisce gli uomini e i primati, con un tasso di letalità del 68%. Individuato per la prima volta nel 1976, in Africa, in Congo vicino al fiume Ebola, e in Sudan, il virus ebola è veicolato dagli animali e, in particolare, sembra essere stato trasmesso all’uomo dalle volpi volanti.

    I sintomi sono febbre, vomito, diarrea, debolezza, dolori muscolari ed emorragie, interne ed esterne. Dopo il periodo di incubazione, che è compreso tra 2 e 21 giorni, il virus è contagioso. E la trasmissione avviene attraverso i fluidi corporei, tramite il contatto con sangue, muco o saliva, per esempio.

    Attualmente non esistono cure specifiche in grado di debellare efficacemente il virus e di garantire la guarigione in caso di ebola. Un vaccino è ancora in fase di studio e gli unici trattamenti previsti sono a base di trasfusioni e farmaci antiemorragici. L’unica strategia utile è l’isolamento del virus, limitando il contagio e contrastando la diffusione dell’epidemia.