Droghe: è il boom di quelle “fatte in casa”

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    droghe fatte in casa

    Il consumo delle droghe “fatte in casa” è un fenomeno in crescita, non solo in Europa, ma anche in Asia, Oceania e Stati Uniti. A lanciare l’allarme, è l’ultimo rapporto annuale dell’ONU pubblicato dall’International Narcotics Control Board (INCB). Si tratta di droghe che si possono realizzare facilmente anche in un laboratorio casalingo, e sono le cosiddette “designer drugs“, o droghe progettate. L’esempio più noto di designer drugs è forse quello del mephedrone, una sostanza che produce effetti simili all’ecstasy e alla cocaina, già messa al bando dall’Unione Europea.

    Il consumo di droghe, diventa sempre più massiccio e preoccupante, tanto che in Europa si contano altre 15 designer drugs, tra cui il methedrone, il methylone, e il naphyrone. Come spiega Simona Pichini, esperta e ricercatrice dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità:

    Si chiamano designer perchè sono “disegnate” al computer. Questi chimici o farmacologi clandestini cercano su internet una molecola psicotropa fuorilegge e la modificano leggermente, o ne cercano una “legale” con effetti simili a quelle illecite. Dopo di che iniziano a produrla e commercializzarla senza problemi con la legge.

    Per realizzare questo tipo di droghe, infatti, basta una cucina-laboratorio a casa. Anche la vendita è piuttosto facile, tutto, infatti, avviene in internet e alla luce del sole. Inoltre, come avverte la ricercatrice, ogni volta che si mette al bando una sostanza, viene subito realizzata una variante, che non è contenuta nella lista delle sostanze illegali, e il gioco è fatto. In questo modo, le molecole utilizzabili, così come le modifiche da fare, sono praticamente infinite.

    I paesi con il maggior consumo di designer drugs sono il Regno Unito, l’Irlanda, la Spagna e la Repubblica Ceca, ma anche l’Italia, dove prevale l’uso della cocaina, è al centro della classifca.

    Dolcetto o scherzetto?