Donna olandese si tatua la scritta “non rianimare”, in caso venga colpita da infarto

da , il

    Non rianimare infarto

    Una donna olandese di 88 anni si è fatta tatuare sul petto la scritta “non rianimare”, perché non desidera essere “riportata” in vita qualora dovesse essere colpita da un infarto. Si tratta di un modo originale per ribadire un secco “no” all’accanimento terapeutico. La notizia sta letteralmente facendo il giro dei Media, anche perché si inserisce all’interno di un dibattito accesissimo in Olanda, a proposito delle modalità legate alle tecniche di rianimazione, che se possono andare bene per una persona giovane, in un anziano creano tantissimi problemi successivi alla “rinascita”.

    Il massaggio cardiaco a cui viene sottoposto un infartuato è molto violento, per cui spesso le costole così sollecitate si possono incrinare o anche spezzare anche se si è individui giovani e robusti, figuriamoci ciò che accade alla fragile gabbia toracica di chi sia avanti con gli anni, e magari anche già sofferente di debolezza ossea o di osteoporosi. Conseguenze che finiscono per far crollare la qualità della “nuova” vita dell’infartuato.

    L’idea è che oltre una certa età, non sia necessario per forza praticare la rianimazione, che, in definitiva, si possa lasciar andare la persona verso la morte, dato che ormai la sua vita l’ha fatta. Questa, almeno, è la posizione dell’Associazione Olandese per l’Eutanasia volontaria, nonché della signora con il tattoo, che però ha voluto restare anonima.

    E’ però il figlio che si è incaricato di spiegare le ragioni della madre: “Per lei è d’importanza cruciale che non venga mantenuta in vita con l’accanimento terapeutico, perché tanto la sua salute non migliorerebbe. Se una persona registra la propria volontà addirittura sul corpo, il personale medico deve prenderla sul serio”. Per lo meno, dovrebbe, perché sulla validità giuridica della volontà espressa attraverso un tatuaggio sulla pelle, non tutti sono d’accordo.

    Secondo il Segretario amministrativo del Consiglio Olandese per la Rianimazione, Martijin Maas, infatti, perché la volontà del paziente di non essere rianimato sia valida, deve essere redatta in una dichiarazione datata e scritta di pugno dalla persona, inoltre, in caso di sintomi di un infarto, i familiari dovrebbero evitare di chiamare l’ambulanza (il cui personale è tenuto a praticare la rianimazione), ma limitarsi al medico di famiglia.

    Viceversa, un docente di Diritto sanitario presso l’Università di Amsterdam, John Lagemaate, sostiene che il tatuaggio abbia pieno valore giuridico e come tale vada rispettato. Non possiamo che, semplicemente, augurare alla signora di non averne mai bisogno, ma, in caso contrario, che la sua volontà non venga disattesa.