Dolore alla spalla: cause ed esercizi utili

Il dolore alla spalla può essere una normale sensazione di indolenzimento muscolare, ma può nascondere cause molto più preoccupanti, che è necessario indagare quanto prima per evitare possibili aggravamenti. Identificato il problema, sarà fondamentale ricorrere a diversi semplici esercizi per rinforzare le strutture della spalla e donare maggiore elasticità a tendini e muscoli.

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    Quali sono le cause e gli esercizi utili per contrastare il dolore alla spalla? Le articolazioni muscolo-scheletriche e i legamenti della spalla sono delle strutture abbastanza complesse ed elastiche, che permettono una grande possibilità di movimenti al braccio. Il dolore alla spalla è pertanto un disturbo molto comune che può essere conseguenza di numerose cause. Ovviamente a seconda dell’origine scatenante, il tipo di dolore varia d’intensità: dal dolore acuto a quello cronico, dal semplice fastidio alla difficoltà di movimento. Vediamo il problema nel dettaglio e cerchiamo di capire come curarlo.

    Caratteristiche del dolore alla spalla

    Il dolore alla spalla, destra o sinistra, può definire un problema relativo ad un singolo movimento, come ad esempio la rotazione della spalla per toccare la zona lombare, oppure una certa attività del braccio, come nel caso dell’abduzione o dell’adduzione della spalla, che indicano rispettivamente l’allontanamento e l’avvicinamento dell’arto alla linea mediana del corpo.

    Il dolore alla spalla può partire da questa specifica parte del corpo, sede di importanti articolazioni e di numerosi muscoli, e irradiarsi verso le ossa dell’arto superiore, quindi clavicola, scapola e omero, e arrivare a collo e torace.

    In una tale situazione è facile comprendere come risulti essere complicato, a volte, riconoscere e individuare la disfunzione che può generare un dolore alla spalla. Le cause più frequenti sono dei traumi dovuti a sforzi che generano delle infiammazioni di muscoli e tendini. Ma il dolore alla spalla può derivare anche da processi degenerativi a carico delle superfici articolari ed essere quindi di più intensa gravità.

    Principali cause

    Come detto in precedenza, le cause che possono provocare un dolore alla spalla, e al braccio, sono di diversa natura.

    Per curare opportunamente la difficoltà di movimento dell’arto superiore, e delle strutture annesse, è fondamentale sottoporsi ad una dettagliata anamnesi per risalire così ad una precisa diagnosi, analizzando anche l’aspetto posturale. Vediamo nel dettaglio quali possono essere le cause più frequenti del dolore alla spalla:

    Tendinite della spalla

    I tendini sono una parte molto importante della spalla, ma non è raro che siano soggetti a una sorta di usura a causa di squilibri posturali e biomeccanici che possono provocare un eccessivo sovraccarico di muscoli e quindi dei tendini.

    La tendinite della spalla è pertanto l’infiammazione di uno o più tendini appartenenti ai muscoli della cosiddetta cuffia dei rotatori, cioè il complesso muscolo-tendineo della spalla.

    Questo problema è soprattutto tipico di chi pratica assiduamente sport come tennis o nuoto, perchè vanno incontro ad una lacerazione, parziale o totale, dei tendini in seguito all’accumulo anomalo di depositi di calcio o a causa di uno schiacciamento operato dalla testa dell’omero sulla scapola.

    In genere, i sintomi della tendinite alla spalla sono di lieve entità e si manifestano solo durante l’esecuzione di alcuni semplici movimenti, come ad esempio lo scrivere o il guidare. tuttavia, può presentarsi anche del gonfiore, una rigidità articolare e la perdita di mobilità.

    Borsite alla spalla

    Una delle più frequenti cause di dolore acuto nell’articolazione della spalla è la borsite, ovvero l’infiammazione della borsa sinoviale. Queste strutture si trovano soprattutto tra i tendini, i muscoli o nelle articolazioni, e servono a ridurre lo sfregamento durante il movimento e distribuire meglio il carico sulle superfici articolari.

    Gli atleti sono particolarmente soggetti a soffrire di questo problema, soprattutto coloro che eseguono movimenti ripetitivi con le braccia di frequente. Di solito, la borsite è causa di un intenso dolore a spalla e braccio destri, ma non di rado i mancini sviluppano tale disturbo alla parte sinistra.

    Le borsiti possono essere di due tipologie: emorragiche e infiammatorie.
 Le prime sono causate da eventi traumatici diretti e provocano un versamento ematico nella borsa. Le borsiti infiammatorie, invece, si dividono a loro volta in settiche, se causate da una ferita infetta, e da sovraccarico se provocate dal continuo sfregamento del tendine sulla borsa.

    Lesioni della cuffia dei rotatori

    La cuffia dei rotatori è il complesso dei quattro muscoli (con i rispettivi tendini) che concorre al movimento dell’articolazione della spalla. Può accadere che si rompano, in maniera parziale o totale, uno, o più, fra i tendini che la costituiscono. Ciò può accadere soprattutto negli anziani, a causa di continui stress dell’articolazione o come frutto della degenerazione indotta proprio dall’invecchiamento.

    La rottura della cuffia dei rotatori è solitamente caratterizzata da dolore nella parte anteriore della spalla quando si alza il braccio sopra la spalla. Ma se il problema deriva da da una condizione cronica, il dolore si manifesta con intensità variabile nel tempo ed è spesso presente nelle ore notturne.

    Può essere benefico un periodo di riposo eliminando tutti i fattori di stress per la spalla, coadiuvati da una terapia farmacologica mirata a ridurre sia il dolore che l’infiammazione. A ciò si può aggiungere un programma riabilitativo basato su terapie fisiche e fisioterapia

    Lussazione

    Si parla di lussazione della spalla quando la testa dell’omero fuoriesce dalla sua normale sede. La lussazione più comune è quella anteriore mentre la meno frequente è quella posteriore che risulta essere anche la più difficile da curare. Tale problema può causare la rottura di numerose strutture anatomiche, come le ossa, la cartilagine, i muscoli e colpisce soprattutto i pazienti giovani che svolgono una vita attiva.

    Il sintomo più comune di una lussazione alla spalla è quello che vede il braccio penzoloni. Tuttavia, si manifestano anche dolore intenso a spalla e scapola, perdita di sensibilità nella regione lussata e l’impossibilità di qualsiasi movimento.

    Per riportare l’omero alla sua sede specifica è necessario l’intervento esterno da parte di un medico competente. Successivamente il braccio verrà immobilizzato per alcune settimane, durante le quali è importante tenere il polso e la mano in movimento. In un secondo momento, inoltre, il paziente dovrà seguire un programma riabilitativo.

    Frattura

    Tutte le ossa che compongono la spalla possono andare incontro a frattura, quella più comune tuttavia riguarda l’omero prossimale, un tipo di frattura particolarmente comune negli individui anziani a causa dell’osteoporosi.

    Una frattura dell’omero prossimale si verifica quando la sfera dell’articolazione della spalla, ovvero la testa dell’omero, si rompe. Il problema più significativo riguardo il trattamento delle fratture dell’omero prossimale è la caratteristica del problema: si possono verificare infatti delle fratture composte, in cui i segmenti rotti conservano la loro posizione anatomica, e fratture scomposte, in cui si verifica uno spostamento dei frammenti.

    Pertanto, i trattamenti di guarigione non sono molto soddisfacenti in termini di recupero funzionale delle attività della spalla. Chi sperimenta questo tipo di problematiche, spesso non riacquista la piena forza o la piena mobilità della spalla.

    Contrattura

    Le contratture alle spalle sono dovute a bruschi accorciamenti dei muscoli, che si irrigidiscono. La contrattura è di per sé un atto difensivo che si manifesta quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico: l’eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che porta il muscolo a contrarsi.

    Il disturbo si manifesta attraverso un dolore localizzato intorno al muscolo contratto, che può essere più o meno intenso, inoltre è facilmente riconoscibile al tatto perché predispone una tensione e gonfiore nell’area infiammata. Il dolore, tuttavia, aumenta alla pressione e può essere alleviato con farmaci analgesici o antinfiammatori che, però, non curano la contrattura stessa. Per risolvere il problema è meglio riposare ed evitare di sforzare la spalla.

    Può essere utile tenere il braccio a riposo su una pila di cuscini e, nel momento in cui compare il dolore, applicarvi del ghiaccio. In seguito, per rendere il recupero più rapido, è possibile aumentare il flusso sanguigno nel muscolo contratto con impacchi caldo-umidi o fanghi termali. Se la situazione non dovesse migliorare è necessario rivolgersi a un fisioterapista, che potrà trattare la spalla con massaggi o tecniche più specifiche.

    Spalla congelata

    La spalla congelata, tecnicamente definita capsulite adesiva della spalla, è una patologia infiammatoria molto dolorosa, che causa la perdita di mobilità dell’articolazione omero-scapolare. Attualmente, le cause del problema non sono ancora state chiarite, anche a causa di un’insorgenza alquanto improvvisa.

    Tuttavia, la capsulite adesiva è più frequente nel sesso femminile, in un’età compresa fra i 35 e i 50 anni e si associa spesso a malattie metaboliche, come il diabete o l’ipotiroidismo, e a problemi autoimmuni.

    Quando si sviluppa la spalla congelata, la capsula di tessuto connettivo che avvolge ossa, tendini e legamenti, diventa rigida e forma delle adesioni. La perdita di elasticità e la compromissione di alcune strutture anatomiche con cui prende contatto, causa il dolore e la limitazione dei movimenti tipici della malattia. Il dolore costante alla spalla tende a peggiorare di notte e a causare nel tempo problemi di insonnia.

    Purtroppo si tratta di una patologia i cui tempi di recupero sono lunghi e per la quale è difficile valutare pro e contro dei vari trattamenti previsti dallo specialista, che spesso opta per farmaci antinfiammatori e antidolorifici.

    Artrosi

    L’artrosi gleno-omerale è una delle possibili cause del dolore alla spalla. Questa è una patologia degenerativa causata dall’erosione della cartilagine della spalla, o dall’infiammazione di una o più articolazioni. L’artrosi non interessa solo le articolazioni, ma anche le strutture di supporto come muscoli, tendini e legamenti.

    I sintomi più evidenti di questo problema sono il dolore e l’infiammazione, con la conseguente diminuzione dei movimenti normali, in particolare l’impossibilitate a toccarsi la schiena con le braccia. Le origini del processo artrosico sono ancora oggetto di studio, ma due dei principali fattori predisponenti questa patologia sono l’invecchiamento e lo stile di vita usurante.

    Il trattamento dell’artrosi della spalla si basa in prima istanza sull’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei, come aspirina e ibuprofene. Se il trattamento non chirurgico non riesce ad alleviare il dolore, può essere di maggior efficacia un intervento di protesizzazione, anche totale, della spalla. Tuttavia, la cura dipende da numerosi fattori, tra cui l’età del paziente.

    Cure e trattamenti

    Il dolore alla spalla, essendo conseguenza di molteplici cause d’origine, prevede diversi trattamenti. I principali sono di natura farmacologica, ma non rari sono i casi in cui si rende necessario sottoporsi a trattamenti medici più mirati. Vediamoli nel dettaglio.

    Farmaci

    Il dolore alla spalla causato dalle infiammazioni prevede in prima istanza delle cure farmacologiche di tipo antinfiammatorio. In genere, hanno un effetto maggiormente più penetrante i trattamenti atopici, cioè non direttamente applicabili sulla zona dolorante, poiché le varie strutture interne alla spalla sono difficili da raggiungere, se non attraverso farmaci orali.

    Per alleviare la sintomatologia, quindi, il medico prescriverà antinfiammatori non steroidei (FANS), con i seguenti principi attivi:

    • Ibrupofene
    • Ketoprofene
    • Diclofenac
    • Naprossene

    Tra i farmaci ad uso topico, invece, vengono prevalentemente segnalati gel e pomate contenenti gli stessi principi attivi dei farmaci orali. Tuttavia, questi ultimi agiscono in maniera più efficace sul dolore. Di contro, però, qualunque medicinale ingerito ha una maggiore probabilità di affaticare eccessivamente il fegato e di causare anche seri effetti collaterali. Come sempre, in caso di dubbi è necessario rivolgersi ad un esperto.

    Trattamenti medici

    Se il trattamento non chirurgico del dolore alla spalla non riesce ad alleviare i sintomi o a migliorarne la mobilità, può essere di maggior efficacia sottoporsi a degli interventi chirurgici, che agiscano direttamente sulla causa scatenante.

    Il tipo di operazione dipende, generalmente, dalla gravità del trauma, dall’età e dallo stato di salute del paziente e dalla durata della problema. Di solito, la chirurgia riparativa è indicata soprattutto nei pazienti giovani, perchè associata a un’elevata percentuale di guarigione, e nei soggetti che hanno subito fratture o lacerazioni troppo gravi. Negli anziani, invece, il dolore alla spalla viene trattato mediante cure non chirurgiche anche in caso di rotture.

    Esercizi utili

    Come abbiamo visto, a seconda delle diverse cause del dolore alla spalla, le cure a cui affidarsi possono essere diverse, ma fondamentale sarà poi attivarsi in esercizi di prevenzione, nonostante sia buona norma evitare di eseguire qualunque tipo di esercizio mentre si avverte ancora dolore.

    In generale, sarà necessario, in qualsiasi caso, eseguire degli esercizi per il rafforzamento dei muscoli delle spalle. Ma usare troppi pesi in palestra può essere sbagliato e provocare uno sforzo eccessivo e dunque ricondurre ad un’infiammazione. Pertanto, è necessario affidarsi ad un esperto.

    Tra gli esercizi comunemente previsti per il recupero, i più semplici ed utili sono:

    • In piedi, in posizione comoda, allungare verso l’alto alternativamente le braccia, con lentezza, come se un filo invisibile effettuasse un’unica trazione da sotto la scapola alla punta delle dita.
    • Sempre nella stessa posizione, con i piedi leggermente allargati, alzare le braccia all’altezza delle spalle e cominciare a segnare piccoli cerchi in senso orario e poi al contrario: attenzione a non forzare sulla schiena.
    • Infine, prendere un asciugamano e stringerlo con le mani a circa 10 cm di distanza l’una dall’altra dopo averlo portato dietro la schiena, gomiti piegati e senza inarcare la colonna vertebrale spingere l’oggetto verso l’alto.
    • Sedersi su uno sgabello, con gambe e piedi uniti, alzare le braccia dietro la testa incrociando le mani e cercando di portare i gomiti il più possibile all’indietro, mantenendo la testa dritta senza incurvare la schiena avanti o indietro rispetto al resto del corpo. Mantenere la posizione per una decina di secondi e ripetere l’esercizio per 3 volte.
    • Da in piedi con le gambe leggermente divaricate, portare le braccia dietro la schiena tenendo un bastone con entrambe le mani, il più possibile vicine tra loro. Mantenendo questa postura, portare le braccia verso l’alto finché non si avverte una leggera tensione muscolare. Riportare le braccia giù e ripetere il movimento per 10 volte. In questo esercizio è importante che la testa sia dritta e che la schiena non venga incurvata né in avanti né indietro.

    Ricordate che un bravo terapista potrà non solo consigliarvi tanti altri esercizi, ma mostrarvi anche come svolgerli correttamente!

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