Dolore al petto: tutte le cause e i rimedi

Il dolore al petto è un segnale di allarme che può essere scatenato da diversi problemi in atto nell'organismo. Se il dolore colpisce il lato sinistro del corpo, il pensiero corre subito alla possibilità di un infarto. Ma come vedremo, le cause sono numerose e con sintomi molto simili tra loro. Tuttavia, per ciascuno di essi sono disponibili diversi rimedi.

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    Quali sono tutte le cause e i rimedi del dolore al petto? Quello strano dolore al petto, intermittente o continuo, simile a un bruciore o a una fitta, sinistro, destro o centrale, che si fa sentire soprattutto dopo mangiato, si estende alla schiena o alla gola, che cosa può essere? Il primo pensiero va, sempre, al cuore: il disturbo che si collega immediatamente al dolore al petto è, volente o nolente, l’infarto, anche chiamato attacco cardiaco. In realtà, però, esiste una lunga lista di altri disturbi, da quelli muscolari a quelli gastrici, che possono annoverare tra i sintomi più evidenti proprio il dolore al petto. Ecco le possibili cause del dolore al petto e qualche rimedio utile per contrastarlo.

    Infarto

    In qualsiasi caso ci si trovi, un dolore al petto fa subito pensare ad uno dei sintomi dell’infarto. Nonostante si pensi che l’attacco cardiaco sia una patologia prevalentemente maschile, ciò non è vero perchè sempre più donne ne vengono colpite.

    Il segnale più evidente dell’infarto riguarda la presenza di un dolore al petto centrale, simile a un’oppressione che parte da dietro lo sterno e può estendersi al braccio, al dorso, alla mandibola e alla spalla del lato sinistro. Tra le altre anomalie presenti si possono riscontrare l’aumento della sudorazione, la nausea, un malessere generale e delle difficoltà respiratorie. In questo caso, se si sospetta un infarto, è fondamentale chiamare subito il 118 o recarsi personalmente al pronto soccorso se il dolore scompare in breve tempo.

    Reflusso gastroesofageo

    Quando il dolore acuto è reso ancora più fastidioso da una sensazione di bruciore al centro del petto, la colpa potrebbe essere di un’esofagite peptica o del reflusso gastroesofageo, cioè un disturbo caratterizzato dalla risalita involontaria e frequente dei succhi gastrici, e di ciò che non si è digerito, lungo l’esofago e talvolta fino alla gola.

    A causa della spiccata acidità, il passaggio dei succhi gastrici all’interno dell’esofago provoca l’irritazione delle mucose e, talvolta, delle vie respiratorie e della gola. Nei casi gravi, il dolore al petto è così intenso da essere confuso con un attacco di angina pectoris. Meglio rivolgersi al gastroenterologo, per sottoporsi agli esami del caso.

    Dolore intercostale

    È l’eventualità più banale, ma che spesso può trarre in inganno. Il dolore intenso, sotto la gabbia toracica o all’altezza del petto, può essere il sintomo di un dolore intercostale, legato a uno sforzo eccessivo o a crampi del diaframma. Può insorgere a qualsiasi età, e talvolta, anche se molto raramente, essere rivelatore di una condizione più grave, come ad esempio una compressione nervosa.

    Essendo un semplice fastidio, e non un disturbo vero e proprio, il dolore intercostale non necessita di alcun intervento terapeutico specifico, ma solo di un po’ di pazienza affinché passi spontaneamente. Se il disturbo dura più del previsto, però, è necessario rivolgersi ad uno specialista per approfondire il problema.

    Errata postura

    Nel corso del tempo, posizioni errate e ripetute hanno una grosso impatto sull’intera salute del corpo. Pertanto, il dolore al petto può essere una fisiologica conseguenza di una scorretta postura, che determina la compressione delle fasce muscolari fra le costole.

    In questo caso, l’unico rimedio utile per eliminare il dolore, e far sì che non si ripresenti, è quello di fare sempre attenzione a come si sta seduti e correggersi continuamente, mantenendo le spalle rilassate, testa allineata al collo e l’osso sacro appoggiato allo schienale, mantenendo la lordosi lombare.

    Pleurite

    Il termine pleurite indica una condizione infiammatoria a carico della pleura, cioè della membrana composta da due lamine, una che riveste i polmoni e l’altra la cavità del torace. In questo caso, il dolore al petto è uno dei sintomi dominanti della pleurite, che diviene più intenso in seguito al versamento pleurico, e rimane tale fino al suo riassorbimento.

    Il consiglio è di rivolgersi allo specialista, affinché possa prescrivere la giusta cura solo in base all’identificazione della causa. In genere, questa riguarda la presenza di agenti batterici o virali, normalmente debellati con degli antibiotici.

    Fibromialgia

    La fibromialgia è un disturbo che provoca soprattutto dolori muscolari e stanchezza e che interessa in genere, diversi punti focali, detti tender points, ovvero dei specifici punti del corpo in cui la digitopressione provoca dolore.

    La fibromialgia può manifestarsi anche con un acuto dolore al petto e interessare così le fasce muscolari intercostali, sia a destra che a sinistra. Sono quasi sempre presenti ulteriori sintomi, tra cui disturbi del sonno, rigidità, astenia, insonnia e disturbi ansioso-depressivi. Per ora, i rimedi utili per questo disturbo sono di origine antinfiammatoria, ma anche dell’attività fisica mirata può rimediarvi.

    Ansia e stress

    Chi soffre d’ansia può avvertire dolori alla costole e al petto provocati dalle contrazioni muscolari causate dalle tensioni e dallo stress accumulato. In questa eventualità, le tensioni psicologiche si somatizzano fino a scatenare veri e propri episodi dolorosi.

    I sintomi presenti, oltre alle fitte intercostali, possono spesso riferirsi anche al mal di testa e ai dolori intestinali. Tenendo conto che l’assunzione di ansiolitici può causare dipendenza, un possibile rimedio all’ansia è la psicoterapia, ovvero una pratica terapeutica che si preoccupa di ricercare le cause alla base degli stati d’ansia del pazienta attraverso il colloquio.

    Problema è gastrointestinale

    Il dolore al petto potrebbe essere il segnale, spesso difficile da ignorare, di un problema gastrointestinale, come la gastrite, l’ulcera o l’indigestione. Se la causa è la gastrite, si avverte un dolore acuto, simile a un bruciore, all’altezza della parte superiore sinistra dell’addome.

    L’ulcera gastrica scatena un dolore nella parte alta dell’addome, particolarmente acuto quando lo stomaco è vuoto e la persona è a digiuno. In caso di indigestione, invece, oltre al senso di pienezza nella parte superiore dell’addome, il dolore assume i contorni del bruciore intenso.

    Se i sospetti ricadono su gastrite e ulcera, meglio rivolgersi subito allo specialista. Per superare l’indigestione, invece, spesso, sono sufficienti i farmaci anti-acidi.

    Bronchite

    La bronchite è un’altra causa importante di dolore al petto. La bronchite è caratterizzata da un’infiammazione acuta o cronica dei bronchi, causata da virus, batteri o dall’esposizione ad agenti irritanti.

    Di norma, si manifesta con febbre lieve e tosse intensa e persistente. Proprio quest’ultimo sintomo può essere spesso la causa della presenza del disturbo intercostale. In questo caso, il dolore scomparirà solo con la sedazione della tosse. Il medico potrà quindi prescrivere una terapia a base di antibiotici e il trattamento con l’aerosol, per alleviare i sintomi e la bronchite stessa.

    Traumi e fratture costali

    Il dolore al petto si può avvertire anche in caso di fratture alle costole, un evento tutt’altro che raro che può verificarsi a seguito di eventi traumatici, ma anche di cadute banali, specie nelle persone anziane gravate da osteoporosi.

    Anche uno o più violenti colpi di tosse, particolarmente intensi, possono rendersi responsabili di minime fratture incomplete, dette infrazioni costali. L’unico modo per accertare tale evenienza è quella di sottoporsi ad un’ecografia toracica ed aspettare qualche settimana affinché le fratture si rimargino.