Divieto di balneazione per rischio di morte, ma c’è chi continua a fare il bagno

da , il

    Divieto di balneazione tifo

    C’è un divieto di balneazione nelle acque San Giovanni a Teduccio (Na), a farcisi il bagno si rischia la morte per infezioni gravissime come il tifo, eppure c’è chi continua a frequentare il litorale, come se niente fosse. Ci troviamo in una zona degradata delle coste che fanno comune alla città partenopea, martoriata dall’emergenza “munnezza”, dove sono ricavate delle spiagge abusive, considerate dalle autorità sanitarie vere e proprie “bombe ecologiche”. Il cartello di avviso alla popolazione, affisso dall’ex assessore all’Ambiente della giunta Jervolino, Gennaro Nasti, è raccapricciante:

    “Il divieto di balneazione da Pietrasanta a Vigliena, ha lo scopo di prevenire e di impedire comportamenti che possono mettere in pericolo la salute delle persone, per la presenza di scarichi cloacali nelle acque marine e dei relativi rifiuti organici”. Altro che batterio killer E.Coli, come quello trovato nelle acque del lido di Ravenna, verrebbe da dire! Prosegue il cartello: “Le concentrazioni massicce di batteri fecali che si accompagnano ai numerosi microrganismi patogeni sono all’origine di tifo, salmonella, epatite e altre malattie infettive”.

    Insomma, proprio un brutto posto dove andare a farsi un bel bagno rinfrescante, pensate che i batteri presenti in questa porzione di mare superano di oltre 200 volte i limiti consentiti per la balneazione! L’inchiesta del Corriere, a cui faccio riferimento, fa veramente cadere la braccia, ma stringe anche il cuore, perché appare chiaro che quando ci si abitua al peggio, è come se si pensasse di meritarlo.

    Eppure, alla faccia dei rischi concreti per la propria incolumità, c’è chi frequenta la spiaggia abusiva di San Giovanni, dove il depuratore non è mai entrato in funzione e la sporcizia regna ovunque, così come il fetore. Eppure non è sempre stato così, un tempo queste zone erano allegre, pulite, senza pericoli. Poco più avanti, nei pressi della centrale elettrica di Vigliena, esiste un’altra spiaggia abusiva, sporca, pericolosa perché i motori dell’impianto risucchiano i bagnanti in vortici letali, inquinata.

    Ma è frequentata anche da mamme con bambini che dicono che alla fine non è poi tanto pericoloso, che basta fare il bagno non proprio a ridosso della centrale. I cartelli che segnalano i rischi per la vita ci sono, ma nessuno ci fa caso. Anche questa è l’Italia vacanziera, nell’estate del 2011.

    Dolcetto o scherzetto?