Diverticolite: sintomi, dieta e alimentazione

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    diverticolite

    La diverticolite, cioè l’infiammazione e l’infezione a carico dei diverticoli, da non confondere con altre patologie del tratto gastrointestinale, come il colon irritabile o la peritonite. Prima di conoscerne i sintomi, la dieta e l’alimentazione consigliata, meglio capire cosa si intende per diverticoli, che già di per sé sono un’anomalia da non ignorare. Ecco qualche informazione utile, per conoscere e riconoscere il disturbo, ma anche per curarlo nel modo migliore.

    Di cosa si tratta

    Un’infiammazione e un’infezione dei diverticoli, che sono delle cavità prodotte dalla fuoriuscita di mucosa intestinale (che ricopre l’intestino) complice il cedimento muscolare. Non sono altro che una sorta di sacchetto che, già solo per essere presenti, danno luogo a un’anomalia definita diverticolosi. La diverticolite è un’ulteriore anomalia, cioè una complicanza della prima, causata dalla presenza di cibo intrappolato tra le sacche che ristagnando provoca processi infiammatori e infettivi.

    I sintomi

    Tra le manifestazioni più comuni della diverticolite ci sono i dolori addominali, localizzati soprattutto nella parte bassa e sinistra del ventre. Inoltre, si possono avvertire: nausea; vomito; meteorismo; irregolarità intestinale, caratterizzata da stitichezza e dissenteria; febbre; contrazioni e spasmi addominali. Non è da escludere l’eventualità che i diverticoli sanguinino lasciando tracce ematiche nelle feci.

    La diagnosi

    Più che l’invasiva colonscopia, per diagnosticare la diverticolite, acuta o meno, lo specialista solitamente prescrive l’esame delle feci e il clisma opaco, cioè una radiografia effettuata utilizzando un mezzo di contrasto.

    La dieta e l’alimentazione

    Se è vero che la stitichezza è una delle principali imputate in caso di diverticolite, la dieta migliore per contrastare il disturbo è a base di liquidi e fibre, utile per favorire la regolarità intestinale. Allo scopo via libera alla frutta e alla verdura, ai cereali integrali e a una buona dose di acqua quotidiana. Le fibre sono delle preziose alleate perché queste sostanze di origine vegetale sono in grado di assorbire l’acqua e di gonfiarsi, fino a formare una massa gelatinosa, capace di ridurre il tempo di transito delle feci all’interno dell’intestino, facilitandone l’espulsione.

    Cosa si mangia è importante, ma anche il come non è da sottovalutare. Infatti, per favorire la regolarità intestinale, è preferibile anche seguire alcune buone abitudini, come mangiare a orari fissi, non rimandare lo stimolo a evacuare e non saltare i pasti.

    Dolcetto o scherzetto?