Disturbi alimentari: si combattono con i cibi virtuali

da , il

    disturbi alimentari

    La realtà virtuale potrebbe aiutare a combattere i disturbi alimentari. A sostenerlo è una ricerca a più mani condotta da diversi enti sia italiani che non, coordinata dalla dottoressa Alessandra Gorini e pubblicata su “Annals of General Psychiatry”. I disturbi alimentari sono sempre più diffusi tra le donne, 1 su 10, infatti, ne soffre. Dalla bulimia all’anoressia, e ultima arrivata, l’ortoressia, la malattia che affligge i trentenni e che si traduce in un’attenzione ossessiva verso il cibo sano e le sedute sportive estenuanti.

    La realtà virtuale, infatti, secondo i ricercatori, potrebbe essere usata come strumento di controllo e di supporto alle terapie di recupero. Il team ha coinvolto 20 volontari, 10 affetti da bulimia e 10 da anoressia.

    Durante il primo test, sia le persone anoressiche, che quelle bulimiche sono state messe di fronte a degli alimenti ipocalorici. Mentre questo avveniva, gli studiosi misuravano il battito cardiaco dei volontari, per verificare la sudorazione e i livelli di stress psicologico. Successivamente, è stata riproposta la stessa scena, ma in virtuale. In questo modo, gli studiosi hanno notato come il cibo virtuale provocasse le stesse reazioni chimico-fisiche di quelli reali.

    La dottoressa Gorini ha spiegato che:

    i nostri dati dimostrano che gli stimoli virtuali sono efficaci quanto quelli reali, e sono più indicati delle immagini statiche nella risposta emotiva, nei pazienti affetti da disordini alimentari. Dal momento che l’esposizione reale e virtuale suscitano un livello di stress, più alto di quello provocato da immagini statiche, si può finalmente dire che la realtà virtuale potrà essere usata per lo screening, al fine di valutare e trattare le reazioni emotive provocate da stimoli specifici in pazienti affetti da diversi disturbi psicologici.

    Dunque, i piatti virtuali potrebbero aiutare le persone affette da disturbi alimentari a sviluppare un nuovo approccio al cibo. Anche se in tema di alimentazione, gli italiani sono ancora troppo disinformati.

    Dolcetto o scherzetto?