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Dismenorrea primaria e secondaria: cause e rimedi

Dismenorrea primaria e secondaria: cause e rimedi

La dismenorrea è un disturbo femminile che indica una condizione di ciclo mestruale particolarmente doloroso che va oltre i canonici due giorni. La dismenorrea può essere sia primaria che secondaria in base alla causa scatenante. Le cure prescrivibili varieranno proprio in relazione a questa netta distinzione

da in Disturbi del ciclo mestruale, Ginecologia, Mestruazioni
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    Dismenorrea cause cura

    Quali sono le cause e i rimedi della dismenorrea primaria e secondaria?
    La dismenorrea colpisce una buona fetta della popolazione femminile ed è caratterizzata da un sintomo più evidente e fastidioso di tutti, il dolore intenso e, in alcuni casi insopportabile. Circa il 20/25% delle donne vive le mestruazioni come un vero e proprio incubo, proprio per colpa della dismenorrea e dei sintomi dolorosi che esso spesso comporta. In questi casi, il normale svolgimento delle abituali attività quotidiane, siano esse scolastiche, lavorative, sportive, eccetera, ne viene addirittura pregiudicato.

    Col termine dismenorrea vengono indicati i dolori associati al ciclo mestruale. In alcuni casi, la sintomatologia è facilmente controllabile mediante l’assunzione di antidolorifici; per alcune donne, invece, si tratta di un problema estremamente debilitante che può interferire con le normali attività giornaliere. A soffrire di questo problema sono molte le donne, in particolare sono più a rischio le ragazze sotto i 20 anni, quelle che hanno avuto il primo ciclo prima degli 11 anni, le donne con mestruazioni abbondanti o che hanno un flusso irregolare, quelle che non hanno mai avuto figli o le cui madri soffrono o hanno sofferto di dismenorrea. Inoltre, anche le fumatrici presentano una maggiore incidenza di dismenorrea. Generalmente, la dismenorrea non è associata a complicazioni a carico dell’apparato riproduttivo, ma se a causarla sono patologie specifiche, la sintomatologia algica può interessare anche la fase pre e post mestruale e compromettere seriamente la qualità della vita, tanto da interferire con il lavoro e con i rapporti sociali.
    La dismenorrea viene distinta in tre tipologie a seconda di quale sia la causa scatenante:

    Si parla di dismenorrea primaria quando il dolore avvertito non trova una giustificazione plausibile in alcuna patologia pelvica. Pertanto, le cause sono di fatto sconosciute. Quello che però è ormai stato accertato è che esiste una predisposizione di tipo familiare.
    Nella dismenorrea primaria la sindrome dolorosa può manifestarsi qualche giorno prima dell’arrivo del flusso mestruale e protrarsi oltre i primi due giorni dal suo inizio. I sintomi che più frequentemente si presentano durante la dismenorrea primaria sono:

    • dolore addominale intenso
    • mal di schiena
    • mal di testa
    • nausea
    • diarrea
    • stitichezza
    • pollachiuria, l’emissione frequente di piccole quantità di urina

    La dismenorrea primaria si manifesta in genere uno o due anni dopo la comparsa del primo ciclo mestruale, ovvero il menarca, e scompare quasi sempre dopo la prima gravidanza. Tuttavia, è necessario precisare che la dismenorrea primaria non influenza minimamente le capacità di concepimento.
    Le donne maggiormente interessate da questo disturbo sono le adolescenti, le donne che non hanno concepito figli, le donne che hanno mestruazioni di lunga durata e con flusso abbondante e le donne che fumano.

    Le cause della dismenorrea secondaria sono legate alla presenza di patologie di tipo ginecologico. A differenza di quanto accade nella dismenorrea di tipo primario, in quella secondaria la manifestazione dolorosa, generalmente molto intensa, accompagna tutto il periodo in cui si hanno le perdite mestruali e può essere associata al dolore durante i rapporti sessuali, la dispareunia, e alla perdita di sangue di origine uterina che si verifica nel periodo intermestruale, definita metrorragia.
    La diagnosi utile per accertare la dismenorrea secondaria richiede accertamenti di tipo clinico, come la visita ginecologica, sia esami di laboratorio, quali l’emocromo e la VES. Inoltre, sono utili esami di tipo strumentale tra cui:

    • ecografia transvaginale
    • TAC
    • risonanza magnetica
    • isteroscopia, per analizzare lo stato di salute della cavità uterina, del canale cervicale e dell’endometrio
    • laparoscopia, un same endoscopico della cavità addominale

    Tali accertamenti hanno lo scopo di evidenziare la presenza di alterazioni dell’apparato sessuale oppure la presenza di altre patologie all’origine del disturbo, siano esse ginecologiche o no.

    La dismenorrea membranosa è una forma particolare di dismenorrea, nella quale il dolore precoce si amplifica fino a scatenare un’abbondante emorragia successiva all’amenorrea.

    Le cause di questa particolare dismenorrea sono le alterazioni del livello di progesterone, il quale si presenta molto elevato.

    Diversa dalle altre anomalie del ciclo mestruale, come l’ipomenorrea o altri disturbi, le cause della dismenorrea, più o meno severa, può essere la spiacevole conseguenza, nella maggior parte dei casi, di uno squilibrio ormonale, dovuto a dei veri e propri scossoni che avvengono durante il flusso mestruale. Infatti, durante le mestruazioni, gli estrogeni diminuiscono, mentre il progesterone aumenta notevolmente e, in caso di dismenorrea, questo squilibrio ormonale è particolarmente accentuato, favorendo la comparsa di alcuni fastidiosi sintomi, come la ritenzione idrica, il gonfiore, il malessere e la nausea. Le prostaglandine, sostanze prodotte dall’utero, invece, sono le principali responsabili del dolore addominale: i loro livelli aumentano enormemente nei giorni prima e durante il ciclo, perché hanno il compito di stimolare le contrazioni dell’utero per favorire l’espulsione delle mucose.
    Tuttavia, i forti dolori mestruali, tipici prevalentemente della dismenorrea secondaria, possono essere il campanello d’allarme per altre patologie più gravi, come l’endometriosi, l’infiammazione delle tube o delle ovaie, fibromi uterini, cisti ovariche o polipi. Nella maggior parte di questi casi, non curare tempestivamente una dismenorrea vuol poter causare delle maggiori conseguenze come l’infertilità femminile: è quindi importante rivolgersi per tempo ad uno specialista.

    La terapia della dismenorrea varia a seconda della sua tipologia. Innanzitutto, meglio premettere che in caso di dismenorrea secondaria è necessario diagnosticare la patologia o l’anomalia all’origine del problema per approntare una cura specifica, farmacologica o chirurgica che sia. Quando, invece, la dismenorrea è primaria, oltre all’universo di alleati farmacologici specifici per tenere sotto controllo il dolore e i fastidi del ciclo mestruale, dagli analgesici agli antidolorifici fino agli antispastici, si può sfruttare la capacità di riequilibrare i livelli ormonali attraverso l’uso della pillola anticoncezionale, valido alleato della dismenorrea.
    Se è necessario diminuire la concentrazione di prostaglandine, gli specialisti si orientano verso i FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei, la cui somministrazione deve iniziare il giorno stesso in cui si verifica il flusso mestruale e continuare per due o tre giorni.

    Per combattere la dismenorrea, ed i vari sintomi associati, si possono adottare dei rimedi naturali e semplici accorgimenti in grado di ridurre il dolore. Per ottenere una migliore efficacia è necessario ricorrere a tali rimedi nei giorni in cui si manifesterà nuovamente la dismenorrea. Ecco i principali.

    • evitare il consumo di bevande alcoliche ed il fumo
    • limitare qualsiasi condizione di stress
    • bere delle tisane a base di camomilla, zenzero, menta o cannella
    • eseguire dell’esercizio fisico solo se allevia la sensazione di dolore
    • massaggiare sull’addome dell’oleolito di calendula
    • applicare un impacco caldo sulla zona inferiore dell’addome
    • fare dei pediluvi
    • massaggiare l’addome con l’olio essenziale di lavanda
    • usare l’aromaterapia per alleviare le tensioni emotive

    Alcuni dei sintomi più fastidiosi della dismenorrea possono essere alleviati da un’alimentazione adeguata e dall’abolizione di alcuni alimenti in grado di provocare dei fastidi durante i giorni delle mestruazioni. Oltre a non dimenticare di bere acqua a sufficienza, è importante arricchire la propria dieta con ortaggi, frutta e alimenti in grado di apportare il magnesio e altri importanti minerali, utili per l’effetto rilassante che hanno sull’utero. Ecco di seguito una tabella riassuntiva di ciò che andrebbe preferito e quello che andrebbe invece eliminato.

    Cibi consigliatiCibi sconsigliati
    Semi di linoCaffè
    Olio vergine di olivaAlcol
    Verdure a foglia largaZucchero
    Barbabietole rosseCibi piccanti
    Pesce azzurroSnack confezionati
    FichiFritture
    Alimenti integraliLatticini

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