Disastro da filler? Con la fibra ottica, la soluzione non lascia cicatrici

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    granuloma filler

    Al posto di una ruga, un “bozzo”. Al posto di labbra turgide e sensuali, due protuberanze irregolari, dai movimenti limitati. Nella stragrande maggioranza dei casi, chi sceglie di fare un filler lo fa in tutta tranquillità: non è un intervento chirurgico e non serve anestesia, né ricovero. In fondo, sono solo “punturine”. Ma anche la procedura estetica più rapida e più soft può dare risultati non all’altezza delle aspettative, anzi deturpanti. «È il caso dei granulomi, complicanze che si possono manifestare anche a distanza di molti anni – spiega Giorgio De Santis, socio della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, SICPRE, e professore ordinario di Chirurgia Plastica all’Università di Modena-. Si tratta di rigonfiamenti prodotti dall’organismo nel tentativo di “digerire” il filler permanente o semi-permanente che è stato iniettato».

    Fino a qualche anno fa, non c’era possibilità di liberarsene se non quella di sottoporsi a un intervento chirurgico. «Il granuloma veniva eliminato con un’incisione – dice ancora De Santis – lasciando però una cicatrice, quindi ancora un risultato tutt’altro che gradevole».

    Granuloma addio

    Responsabile del Centro di Riferimento Regionale per le Complicanze da Filler (ambulatorio che opera all’interno del Reparto di Chirurgia Plastica del Policlinico di Modena), Giorgio De Santis e la sua équipe hanno messo a punto una tecnica per risolvere i granulomi che ha suscitato l’interesse delle principali Società internazionali di chirurgia plastica. Viene normalmente impiegata sui pazienti che si rivolgono a questo Centro, una struttura pubblica alla quale si accede con il pagamento di un normale ticket.

    Spiega De Santis: «Con una sottilissima fibra ottica si penetra nei tessuti per raggiungere il granuloma. L’effetto del laser è quello di produrre un calore locale, che aiuta la liquefazione del filler rimasto imprigionato». A questo punto, con semplici pressioni manuali, la sostanza a suo tempo iniettata fuoriesce tramite piccoli fori praticati a questo scopo. Molto poco invasiva, questa tecnica richiede da 1 a 4 sedute, sempre ambulatoriali. «Per il paziente il fastidio è minimo, ma comunque si pratica una leggera anestesia locale. Alla fine dei trattamenti, si riesce immediamente a eliminare dal 70 al 90% di materiale, con un notevole miglioramento estetico». Non sempre, però, il laser elimina il granuloma. Cosa fare in questi casi? «Li si tratta con la tecnica tradizionale, ma comunque sono rari».

    Filler, quale scegliere

    Il filler ideale, perché realizzato con una sostanza già presente nel nostro organismo e che pertanto non suscita alcuna reazione, è l’acido ialuronico. Ma non sempre (e non solo) è stato usato acido ialuronico. «Soprattutto negli Anni 90 – dice ancora De Santis – si è fatto ricorso ai filler semipermanenti e permanenti, attirati appunto dal fatto che i risultati fossero praticamente definitivi. Proprio per la loro natura, però, questi composti tendono a dar luogo a complicanze, come i granulomi».

    Il grasso, che risorsa!

    Ma i filler non sono l’unica possibilità per riempire i solchi che si delineano progressivamente sul volto con il passare degli anni. “Un’alternativa molto valida è il lipofilling – dice De Santis -, autotrapianto di grasso che prevede una piccola lipoaspirazione, ad esempio dall’addome o dai fianchi, e quindi il trasferimento nelle zone del viso che hanno perso volume e turgore”. Per aumentare la capacità del grasso di “attecchire”, in sala operatoria lo si compatta centrifugandolo, in modo da eliminare i componenti non utili all’attecchimento. L’autotrapianto di grasso avviene in anestesia locale, senza ricovero. Probabilmente grazie alla presenza nel tessuto adiposo di cellule staminali adulte, il lipofilling produce nei tessuti un’evidente rigenerazione, che migliora la qualità della pelle, sia in senso di aumento volumetrico, sia di miglioramento delle qualità elastiche.

    Dolcetto o scherzetto?