Dimagrire senza sacrifici grazie all’emopressina

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    Chi di noi, almeno una volta, non ha espresso il desiderio di dimagrire senza fare troppi sforzi? Il sogno di tutte le donne, che sembra destinato a diventare realtà grazie ad una sostanza prodotta naturalmente dal nostro corpo in grado di spegnere l’appetito: l’emopressina. Secondo i ricercatori dell’Università di Manchester, infatti, sarà possibile dimagrire senza dover seguire diete estenuanti o troppo sascrificanti, ma semplicemente mangiando ciò che si vuole. La scoperta, dunque, potrebbe aprire la strada ad una nuova classe di farmaci in grado di stimolare il cervello umano a produrre questa molecola senza il rischio di effetti collaterali.

    Lo studio è sato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Manchester, sotto la supervisione del professor Garron Dodd ed è stato pubblicato sulla rivista Neuroscience.

    Il punto di partenza dei ricercatori è l’ipotesi secondo la quale le persone non mangino perché spinte dalla necessità e quindi dal senso di fame, piuttosto dal gusto e dal piacere di farlo.

    Ad esempio, quando ci concediamo uno snack o ci lasciamo andare al classico desiderio di mangiare qualcosa di buono, ecco che si accendono i centri di ricompensa del cervello, delle aree deputate al piacere. La stessa reazione che avrebbero anche i fumatori quando si accendono una sigaretta o gli alcolizzati quando bevono.

    L’emopressina, quindi, bloccando le aree del piacere, riduce la gratificazione fornita dal cibo, ma potenzialmente anche quella dalle droghe e dal fumo. Ecco perché i ricercatori credono che questa sostanza possa aiutare anche nella realizzazione di farmaci in grado di combattere alcune dipendenze.

    I test condotti sui topolini hanno dimostrato che l’emopressina inibise il piacere legato al cibo e, di conseguenza, ne riduce meccanicamente la voglia.

    Naturalmente, si tratta di una sostanza ancora da studiare, come gli stessi scienziati affermano, ma questa scoperta apre nuove prospettive sul funzionamento del cervello nel controllo dell’appetito.