Dente del giudizio: sintomi, rimedi per il dolore ed estrazione

Il dente del giudizio può provocare fastidi e dolore, ecco i sintomi e i consigli per affrontare tutte le evenienze.

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    Quando sta per spuntare, spesso, si fa sentire e, altrettanto frequentemente, tentando di farsi strada, senza trovare lo spazio necessario, provoca dolori e fastidi. Il dente del giudizio è una dolorosa eventualità per molti, che sono costretti a estrarlo per evitare ulteriori problemi. Ecco un identikit di questo “intruso”, i sintomi che ne caratterizzano la comparsa, i rimedi per il dolore e l’estrazione.

    Questione di spazio

    Si chiama dente del giudizio per la sua età d’insorgenza, intorno al 18-20 anni, che viene fatta coincidere con l’età della maturità. Sono quattro, ma non sempre spuntano tutti. Solo dieci su cento i casi di agnesie, cioè in cui i denti del giudizio rimangono sotto la gengiva. Se qualche secolo fa il dente del giudizio per gli antenati dell’uomo moderno non era un problema, complice la loro masticazione avanzata, oggi, persa ormai nel passato remoto l’abitudine di masticare a lungo, la fisionomia delle arcate dentali è cambiata e per il dente del giudizio non c’è più spazio. Infatti, in media un dente del giudizio ha bisogno di 10-12 millimetri, mentre lo spazio offerto è di 5- 6 millimetri: all’origine dei disturbi c’è proprio questa mancanza di spazio.

    I sintomi e la diagnosi

    Il sintomo più evidente è il dolore, avvertito in corrispondenza della zona interessata, in fondo all’arcata dentale. In un secondo momento, si può notare il gonfiore, provocato dall’infiammazione, che può essere accompagnato anche da disturbi generalizzati, come mal di testa o fastidi alla gola e al cavo orale. Attenzione anche ai segnali facilmente travisabili: a dolere può essere il settimo dente, ma non per “colpa” sua, potrebbe essere solo il sintomo dell’arrivo fastidioso del dente del giudizio. Avvertiti i sintomi, meglio rivolgersi al dentista. Se il fastidio è sporadico e l’infiammazione isolata, solitamente lo specialista prescrive una cura a base di antibiotici. Quando la situazione, invece, si ripete con frequenza e i sintomi non sono gestibili, si rende necessaria l’estrazione del dente “incriminato”. L’intervento chirurgico è delicato ed è necessario affidarsi a mani esperte, anche perché il dente è spesso in contatto con il nervo alveolare inferiore e una sua compromissione rischia di provocare un’anestesia permanente al labbro inferiore.

    Il post intervento, rimedi e consigli

    Effettuata l’estrazione, i postumi dell’intervento si avvertono per circa una settimana. Tra gli effetti da mettere in conto ci sono: infiammazioni e gonfiori, fastidi e dolori. Per sopportare meglio il dolore e contrastare l’infiammazione, lo specialista prescrive una cura analgesica a base di farmaci antibiotici. Utile anche il ghiaccio, per fare degli impacchi lenitivi sulla zona interessata.

    Dolcetto o scherzetto?