Cosa non bisogna dimenticare se si viaggia nonostante la malattia

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    Anche chi è malato può e deve viaggiare. In molti casi può essere addirittura terapeutico. Ma cosa non bisogna dimenticare di portarsi dietro in caso di una patologia cronica? Il Ministero della salute ha realizzato una guida con preziosi consigli al riguardo, dal titolo “Viaggiare sicuri”: una sorta di vademecum del viaggiatore prudente. Vi faccio un piccolo riassunto dei suggerimenti. Avete presente la tessera sanitaria? Ebbene, ovunque andiate dovete portarla sempre con voi, anche all’estero.

    Prima di partire dovrete assicurarvi che il vostro albergo o il villaggio che vi ospiterà si trovi nelle vicinanze di un ospedale o un ambulatorio medico che vi possa essere utile in caso di una crisi cardiaca (se soffrite di cuore) o di asma, o allergica, ecc. E’ un consiglio che ho personalmente messo in pratica con me stessa anche durante la mie gravidanze ed è una cosa che faccio tutt’ora avendo due bambini! In caso di una vera e propria malattia invece è importante mettere in valigia anche una storia clinica, redatta dal medico curante corredata di eventuale terapia, dosaggi e consigli per l’emergenza. Da tradurre in inglese (o in altra lingua) prima di partire se si va all’estero.

    In questo caso è importante anche portarsi le dovute scorte di farmaci: da studiare con la compagnia aerea l’eventuale trasporto di sciroppi ed altri medicinali che potrebbero essere contestati, anche se di solito basta che siano accompagnati da una dichiarazione medica. Sempre in caso di espatrio è importante annotare sulle scatole dei farmaci il nome del principio attivo e della posologia originale (es Mg/cps) perché non in tutti i paesi vengono venduti i medesimi prodotti farmaceutici. Importante anchela stipula di un’assicurazione sanitaria.