Cosa mangiare durante la pausa pranzo, vietato saltare il pasto

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    Cosa mangiare durante la pausa pranzo

    Parliamo della pausa pranzo, croce e delizia di tutti i lavoratori (che non possano contare su una mensa aziendale). Insomma, è sempre il solito enigma: portarsi il cibo da casa, magari le classiche insalate di pasta o di riso, trangugiare due tramezzini al bar più vicino, mangiare al ristorante, o… saltare del tutto l’appuntamento con il pasto di mezza giornata? Tutte le opzioni presentano dei pro e dei contro, ma sicuramente ce n’è una assolutamente VIETATA (a meno che non vogliate rischiare seriamente di andare in down mentale e fisico, cosa che peraltro pregiudicherebbe anche la qualità del vostro lavoro): non mangiare nulla.

    Ovviamente non potete rimanere digiuni, neppure se avete una pausa pranzo super compressa e magari del lavoro da finire. Ma, allora, come gestire questo momento così importante della nostra giornata? Affidiamoci ai consigli del nutrizionista Michele Carruba del Centro Studi e Ricerche dell’Università di Milano

    Pausa pranzo: cose da NON fare

    Cosa non fare durante la pausa pranzo? Innanzi tutto sottovalutarla, pensando che basti sgranocchiare una barretta energetica in pochi minuti o un semplice frutto, perché tanto poi faremo una lauta cena una volta rientrati a casa. Questo tipo di scelta è deleterio per il nostro organismo, perché non ci fornisce quelle calorie necessarie per affrontare il resto della nostra giornata e gli impegni mentali e fisici che ci aspettano ancora. Specialmente sbagliato è eliminare i carboidrati complessi, quelli contenuti nel pane, nella pasta, nel riso, che ci forniscono energia a lento assorbimento, che quindi dura nel tempo. Ecco cosa afferma il prof. Carruba: “La pausa pranzo e’ un momento molto importante perché è il perno del ciclo fame-sazietà che deve essere necessariamente regolare e scadenzato, per evitare squilibri all’organismo, proprio come il ciclo sonno-veglia. I carboidrati in particolare servono al cervello per funzionare”. Altra cosa da evitare (e questo tipo di errore lo commettiamo praticamente tutti) è quella di “liquidare” la pausa pranzo in pochi, rapidi minuti, magari continuando a lavorare al pc mentre mastichiamo, invece di approfittare per fare davvero un break e rilassarci un po’. “E’ fondamentale staccare mentre si mangia, rilassarsi, masticare con calma, in un certo senso concentrarsi sull’atto del mangiare. Quindi no al pranzo davanti al computer, e no al mangiare camminando o stando in piedi. E soprattutto, niente fretta ”, spiega l’esperto. E veniamo ai cibi su cui dobbiamo puntare per mantenerci svegli mentalmente, fare un pieno di energia senza appesantirci, e naturalmente mantenere la linea.

    Pausa pranzo: i cibi NO

    Cosa NON mangiare, è presto detto: niente “schifezze” del genere junk food, cibi unti, fritti, dolciumi confezionati o panini pieni di salse grasse come la maionese. Anche le classiche pizzette, i calzoni e i tramezzini comprati al bar sarebbe meglio relegarli solo a qualche occasione ogni tanto, giusto per toglierci uno sfizio. E sarebbe meglio anche tralasciare bevande zuccherate, cole, energy drinks. Al limite, ogni tanto meglio una mezza birra o un bicchiere di vino.

    Pausa pranzo: cosa mangiare

    Cosa mangiare? Intanto, distinguiamo la pausa pranzo lunga, che prevede la possibilità di usufruire dei ticket restaurant, da quella breve o effettuata nello stesso luogo di lavoro (ufficio, negozio eccetera). Nel primo caso, ecco i consigli del prof. Carruba: “Ormai e’ pieno di locali, tavole calde, ristoranti, che offrono pasti veloci ma nutrienti per la pausa pranzo. Consiglio un bel piatto di pasta al sugo, magari al pesce, e poi insalata e macedonia. E’ importante, come dicevo, mangiare carboidrati, anche poco”. Chi, invece, preferisce portarsi il pranzo pronto da casa, cosa deve scegliere? “La pausa pranzo fai da te presenta dei rischi: per esempio quello di portarsi, per la fretta, un panino, o una pizza ripiena, che di per sé non sono totalmente da eliminare, ma certo non possono costituire tutti i giorni il pasto principale. Poi il piatto, va da sé, sarà freddo, mentre ogni tanto e’ positivo mangiare un bel piatto caldo. In ogni caso l’ideale in questo caso e’ portarsi una bella insalata condita con buon olio d’oliva, con dentro magari del petto di pollo, o del tonno o sgombro al naturale, e un po’ di pane”. Insomma, alla fine non è proprio difficile fare, di questo momento così importante della nostra giornata lavorativa, un piccolo e salutare rito.

    Dolcetto o scherzetto?