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Cos’è l’adenomiosi, forma particolare dell’endometriosi?

Cos’è l’adenomiosi, forma particolare dell’endometriosi?
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    adenomiosi

    Adenomiosi. Non ne avevo mai sentito parlare ed invece è una di quelle patologie che noi donne dovremmo conoscere, per questo ve ne parlo. Si tratta di una forma di endometriosi e consiste nell’ispessimento della parete muscolare uterina (miometrio) dovuto allo sviluppo di cellule dell’endometrio in quel loco. Anche per questo si parla di endometriosi interna. Colpisce spesso nel periodo della menopausa e tra i fattori di rischio ci sono parti e gravidanze multiple, cesarei, aborti.

    Purtroppo però colpisce anche le donne più giovani e può comportare sterilità. Come già sappiamo per l’endometriosi più comune, quella esterna, non sono ben conosciute le cause, anche e sembra certa una componente genetica. E’ una patologia subdola perché non presenta sintomi specifici: aumento del volume dell‘utero, mestruazioni molto abbondanti o dolori durante il ciclo mestruale sono disturbi molto comuni. Per la diagnosi, già un’ecografia transvaginale può identificare un tessuto anomalo, ma la conferma si può avere solo con la biopsia. La terapia d’elezione per combattere l’adenomiosi purtroppo è una sola: l’isterectomia, ovvero l’asportazione dell’utero. Nelle donne molto giovani si può tentare una terapia farmacologica ormonale. Ma vediamo nel dettaglio.
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    Come dicevamo, non si conoscono le cause precise dell’adenomiosi (come neppure dell’endometriosi). Nella maggior parte dei casi colpisce donne con più di trent’anni e che hanno già avuto figli: un’incidenza maggiore si ha nelle pazienti che hanno avuto un taglio cesareo o comunque un precedente intervento di chirurgia all’utero (come quella di rimozione dei fibromi). Da qui si pensa che le incisioni effettuate durante queste pratiche operatorie possano favorire l’invasione in utero di cellule endometriali, ma è solo una delle ipotesi, ancora non del tutto confermata. Lo stesso vale per l’idea della presenza di cellule dell’endometrio sviluppatesi erroneamente all’interno del’utero in epoca fetale. Un’altra teoria inoltre suggerisce una correlazione tra adenomiosi e parto: l’infiammazione della mucosa dell’utero dopo la nascita del bimbo potrebbe provocare la rottura del confine naturale che c’è tra i vari tessuti. L’unica cosa certa è che questo disturbo scompare con la menopausa, ovvero con la diminuzione degli estrogeni in circolo all’interno dell’organismo della donna.

    L’adenomiosi può essere una condizione asintomatica. Dal che si evince che se non compaiono complicazioni si tratta di una patologia benigna, ovvero con la quale si può convivere senza neppure rendersi conto di esserne affette. In genere però si accompagna a mestruazioni dolorose che peggiorano col passare del tempo (perché aumenta di volume l’adenoma). Lo stesso dicasi per il dolore pelvico durante i rapporti sessuali ed il sanguinamento abbondante e durante il ciclo mestruale.

    Benché non si tratti di una malattia grave, questa patologia con abbondante flusso mestruale, alla lunga può provocare anemia cronica e quindi non è da sottovalutare. Ma anche l’aspetto psicologico che queste condizioni comportano necessita di una particolare attenzione: le assenze sul lavoro, la mancanza di energie ad affrontare le attività quotidiane in seguito all’anemia, le difficoltà sessuali e di coppia, possono inficiare molto sulla qualità della vita arrivando anche a sviluppare una forma di depressione. In taluni casi l’adenomiosi può portare all’impossibilità di affrontare una nuova gravidanza. Per tutti questi motivi è sempre importante rivolgersi al proprio medico ginecologo se si sospetta, in base alla sintomatologia o familiarità, di avere l’adenomiosi. Una visita appropriata con test del caso aiuteranno a fare una diagnosi precisa e a studiare l’eventuale terapia, che purtroppo per l’adenomiosi è l’isterectomia. Da scegliere ovviamente solo nei casi più gravi.

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