Controllare la fame grazie ad un pacemaker

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    pacemaker per essere sazi

    Un pacemaker per cancellare la fame negli obesi? Ebbene sì. Chi da sempre è a dieta sa quanto la sensazione di sazietà sia difficile da raggiungere, vuoi per motivazioni pratiche che psicologiche. Ma ora è in arrivo uno strumento tecnologico che promette di essere in grado di risolvere il problema: si tratta di un vero e proprio pacemaker gastrico in grado di emettere impulsi elettrici (in specifici orari prestabiliti) atti ad indurre un senso di sazietà.

    Abiliti, il pace-maker gastrico per combattere i chili di troppo

    Il nuovo strumento tecnologico si chiama Abiliti, ma, attenzione, per ora non è ancora commercializzato, deve essere testato con uno studio di 2 anni almeno. In questo, sono stati coinvolti 160 pazienti obesi reclutati in tutta Europa (una cinquantina in Italia presso 4 strutture specialistiche). Si tratta di uno studio randomizzato che vedrà l’assegnazione casuale del trattamento innovativo ed in sperimentazione e quello standard di bendaggio gastrico: in tutti i casi si tratta di pazienti obesi con indice di massa corporea (IMC) compreso tra 35 e 50, affetti da disturbi del comportamento alimentare e con pessime abitudini nutrizonali. Il dispositivo è indicato solo per queste tipologie di pazienti.

    Si inserisce attraverso le tecniche di chirurgia bariatrica, tendenzialmente laparoscopiche, ma non prevede la modifica di parti anatomiche, cosa che avviene ad esempio con il bypass gastrico o una restrizione alimentare. In questo caso infatti, saranno gli stessi impulsi elettrici a provocare il senso di sazietà e dunque non vi sarà alcuna difficoltà nel mangiare meno: da qui la perdita dei chili in eccesso. Il nuovo strumento permette quindi di mantenere il proprio stile di vita (che noi della redazione di Pourfemme consigliamo comunque e sempre di modificare in positivo), con meno invasività e meno complicanze delle tecniche tradizionali.

    Un’epidemia di obesità

    Entro il 2015, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che nel mondo ci saranno più di 2,3 miliardi di persone in sovrappeso e 700 milioni di obesi. Questa condizione aumenta il rischio di perdere la vita per le patologie correlate: diabete di tipo 2 (la stragrande maggioranza di chi ne è colpito è in sovrappeso), problemi al cuore, ictus, tumore (con particolare incidenza di carcinoma della mammella, dell’utero, del colon del rene e dell’esofago). Gli approcci al problema sono molteplici: va ricordato che una sana alimentazione equilibrata sono alla base di tutto insieme all’attività motoria e che nei casi gravi la chirurgia bariatrica diventa un salvavita. In alternativa ci sono diete e farmaci che possono aiutare, ma hanno una scarsa durata ed i medicinali numerosi effetti collaterali (come pure gli interventi chirurgici che danno complicanze). Il pacemaker sarebbe la giusta via di mezzo.

    Foto di Axonima per Fickr

    Dolcetto o scherzetto?