Contro le infezioni della bocca ricorrenti il rimedio potrebbe essere l’argento

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    Infezioni bocca argento

    Torniamo a parlare di infezioni che colpiscono la bocca, specialmente di quelle provocate dal noto e temibile funghetto Candida Albicans, con cui spesso e volentieri noi donne finiamo per avere a che fare. Come molti di voi sapranno, questo microrganismo che si nutre di lieviti, alberga normalmente nel nostro corpo, senza provocare disturbi, ma in alcune favorevoli condizioni, è in grado di innescare infezioni ai danni delle nostre mucose. Incluse quelle del cavo orale, che sono peraltro particolarmente fastidiose e inoltre tendono a ripresentarsi, proprio come la Candidosi vaginale.

    Nel caso della bocca, in genere un’infezione da Candida si manifesta sotto forma di stomatite, caratterizzata dalla formazione di afte e vescicole erpetiche molto dolorose, che interessano sulle parti molli (lingua, palato, interno delle guance e delle labbra). Quando questo tipo di disturbi tende a recidivare, magari in momenti di particolare stress o quando il sistema immunitario è poco reattivo, allora curarli è difficile, perché i normali antimicotici che di solito si prescrivono in questi casi, non fanno più effetto.

    E allora? Allora la soluzione potrebbe risiedere in un nobile metallo, l’argento. Secondo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università di Minho (Portogallo), guidati dalla dott.ssa Mariana Henriques, infatti, nanoparticelle di argento, inserite in preparazioni ad hoc come ad esempio collutori, sarebbero in grado non solo di eliminare i lieviti che determinano la proliferazione del fungo infettante, ma soprattutto, di prevenirne la formazione.

    Naturalmente saranno necessari ulteriori studi per stabilire la concentrazione delle nanoparticelle d’argento sufficienti per debellare l’infezione ma non tali da creare a loro volta danni (i Sali d’argento possono diventare tossici per l’organismo umano), ma la strada sembra comunque quella buona. Che l’argento avesse poteri antisettici e disinfettanti, del resto, si sapeva già, perciò non resta che attendere che la nuova scoperta si concretizzi nella messa a punto di nuove e migliori terapie anti Candida.