Congestione al mare, come evitarla e cosa fare

La congestione è un'eventualità frequente al mare, un malessere fastidioso che può nascondere anche rischi e pericoli da non sottovalutare.

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    La congestione al mare è un’eventualità da mettere in conto. Un’eventualità fastidiosa che può presentarsi con sintomi difficili da ignorare. Tutta questione di digestione, di sbalzi termici e di scarsa pazienza. Sì, perché basta decidere di tuffarsi nell’acqua fredda dopo aver consumato un pasto abbondante per diventare vittime della congestione. Ecco, quindi, alcuni consigli per capire come evitarla e cosa fare se colpisce.

    Tutta questione di digestione

    Da non confondere con il colpo di calore, altro rischio concreto durante le vacanze estive al mare, complici il caldo, il sole e la disattenzione, la congestione si verifica quando si interferisce bruscamente e negativamente con la digestione. Infatti, quando si mangia, soprattutto se si consuma un pasto abbondante, all’apparato gastrointestinale serve un po’ di tempo ed energia per iniziare e concludere con successo il processo digestivo. Un processo che comporta anche un leggero innalzamento della temperatura corporea. Se si decide di concedersi un bagno gelato in mare o di bere tutta in un sorso una bottiglietta di acqua freddissima a digestione cominciata, lo shock termico subito dall’organismo lo induce a impiegare risorse ed energie per riequilibrare la temperatura corporea. Così facendo interrompe il processo digestivo, causando un blocco della stessa, la congestione appunto.

    I sintomi

    Quando si verifica la congestione, è difficile se non impossibile non riconoscerne tempestivamente i sintomi. Compaiono disturbi gastrointestinali di vario genere, dal dolore all’addome al mal di stomaco fino al bruciore. Il tutto accompagnato da un senso di malessere generale, da vista annebbiata, scarsa sensibilità delle gambe, da dolore al petto e dalla comparsa di sudorazione fredda. L’esito più infausto, se la persona colpita non riesce a uscire dall’acqua in tempo, è la perdita dei sensi. Proprio questa eventualità è la più pericolosa: se la congestione coglie di sorpresa quando la persona è in acqua, in caso di perdita di sensi, è difficile tornare a riva e mettersi al sicuro autonomamente.

    Come evitarla

    Se è vero che anche in questo caso la prevenzione è l’arma vincente, per scongiurare la congestione è meglio osservare la vecchia regola dell’attesa tra i pasti e il bagno. Che sia un tuffo in mare o uno in piscina, dopo aver mangiato, meglio aspettare un paio d’ore, per evitare di immergersi in acqua proprio nel bel mezzo della digestione. La regola è ancora più valida se si consumano pasti abbondanti. Da non dimenticare, però, che la digestione ha tempi diversi in base alle persone e può avere una durata soggettiva. Da evitare assolutamente anche di bere bevande ghiacciate quando le temperature sono roventi e il processo digestivo è in atto.

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    Cosa fare

    In caso di congestione, quando la persona è fuori dall’acqua, è riuscita a tornare in spiaggia o è stata portata in salvo, la si deve mettere in un luogo all’ombra, lontano da ogni possibile fonte di calore, con le gambe sollevate verso l’alto in attesa dei soccorsi. Nel frattempo, si può scaldare lo stomaco, con l’aiuto di una borsa dell’acqua calda o di una coperta.