Comprare i farmaci da banco nei supermercati conviene più che in farmacia

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    Farmaci da banco supermercati

    Da quando i farmaci da banco sono diventati disponibili anche nei supermercati, ovvero dalla liberalizzazione del 2006, i prezzi sono prima diminuiti, per effetto della concorrenza, e poi gradualmente rincarati, per giungere all’aumento generale del 4% riscontrato attualmente. E tuttavia, bisogna operare dei distinguo. Altroconsumo ha pensato di effettuare una indagine capillare nel territorio italiano, andando a controllare i prezzi dei medicinali da banco in tutti i punti vendita autorizzati (quindi farmacie e parafarmacie ma anche supermercati), per controllare le fluttuazioni e l’eventuale convenienza per il consumatore.

    La ricerca ha interessato le città di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Verona e Torino e coinvolto 109 farmacie, 20 parafarmacie e 16 ipermercati. I risultati? Fa sapere Altroconsumo che “il consumatore, se correttamente informato, ha ancora margini di convenienza: scegliendo i corner salute nei supermercati, il risparmio può arrivare sino al 17,9%, nelle parafarmacie al 2,4% circa.

    Naturalmente c’è da tener conto che se i prezzi dei farmaci senza ricetta costano mediamente di meno negli ipermercati, l’assortimento è sicuramente inferiore. Comunque, tirando le somme, per Altroconsumo sarebbe tempo di allargare la liberalizzazione anche ai farmaci di fascia C con ricetta medica. “Oltre ad ampliare la rosa a prodotti il cui prezzo non può continuare ad essere unico, fissato a monte dalla Case farmaceutiche, sarebbe opportuno dare una sferzata tra i diversi canali di vendita.

    Come sempre, con la presenza di un farmacista professionista, garante della tutela della salute dei cittadini”, spiega l’Associazione. “Il vero rischio, qui – conclude Altroconsumo – non è l’abuso di farmaci ma un ritorno al monopolio delle farmacie, delineato nella proposta di legge Tomassini-Gasparri.

    A tutto danno della concorrenza dei prezzi e delle possibilità di far risparmiare i cittadini”. Purtroppo il rincaro dei farmaci riguarda anche quelli salvavita, come da poco abbiamo segnalato. Speriamo davvero che si arrivi ad una ulteriore liberalizzazione per non dipendere assurdamente dai diktat delle Case Farmaceutiche.