Come si fa e a cosa serve il tampone faringeo

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    tampone faringeo

    Quando si ha il mal di gola, capita che il medico richieda di fare un tampone faringeo utile per comprendere le cause precise del sintomo. Tale esame diagnostico non deve però preoccupare, perché consiste semplicemente nello strofinare con delicatezza un bastonino (con la punta arrotondata e cotonata come i cotton fioc) sulle tonsille e sulla faringe. Lo scopo è quello di raccogliere le cellule di quell’area e di analizzarle in laboratorio per scovare la presenza di eventuali microrganismi colpevoli del mal di gola e se sì, quali.

    Ci vogliono almeno due o tre giorni per avere i risultati, che all’occorrenza si arricchiranno anche di un antibiogramma: ovvero in caso di batteri, si può testare in vitro l’antibiotico più indicato. Nella maggior parte dei casi il tampone faringeo si utilizza per confermare una sospetta infezione da Streptococco Beta-emolitico di gruppo A, ma anche in caso diagnosi di difterite, mughetto, gonorrea faringea, Haemophilus influenzae ed infezioni da Staphylococcus aureus.

    Dolcetto o scherzetto?