Come scegliere gli alimenti nella dieta a zona: ecco la lista dei “buoni” e dei “cattivi”

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    La dieta a zona ha regole ben precise ed anche abbastanza semplici, una volta che si sono capiti i fondamenti basilari. Tra questi l’apporto calorico che deve essere assunto in base al principio 40 30 30, in cui il 40 riguarda le calorie aventi origine da carboidrati, 30 da proteine e 30 da grassi. Come ben sappiamo però non tutti i cibi sono eguali, pensiamo solo alle grandi diffferenze per ciò che riguarda le proteine di origine animale e quelle di origine vegetale. Come fare allora per scegliere giusto? Barry Sears ha stilato una lista ben precisa di alimenti “buoni” e “cattivi” o meglio di quelli favorevoli e sfavorevoli al raggiungimento della zona, cioè del giusto equilibrio ormonale! Ecco quali.

    I carboidrati non sono solo nella pastasciutta e nel pane, anzi, il consumo di questi (come pure del riso e di altri cereali) andrebbe limitato, il tutto a favore dei carboidrati contenuti nelle verdure e negli ortaggi (da limitare le patate, la zucca, la carota cotta e le barbabietole) nonché nella frutta tutta (in questo caso invece vanno limitate le banane, l’anguria, cachi, mango e papaia e frutta secca). Vanno limitati anche i succhi di frutta, mentre andrebbero decisamente evitati i dolci, le merendine industriali, gli alcolici e le bevande gassate e zuccherate. Tutto questo perché secondo la dieta a zona non bisogna eliminare il consumo di carboidrati, comunque importante, ma prediligere quelli a basso indice glicemico (proprio come la frutta e la verdura). Tra i cereali se ne salva uno solo: l’avena, perché caratterizzata dall’acido gamma linoleico, importante per la formazione fisiologica degli eicosanoidi. Tollerati anche l’orzo ed il farro.

    E le proteine? Vanno bene tutte? Assolutamente no: la dieta a zona predilige l’albume, il pesce, molluschi e crostacei, carni bianche, bresaola e latticini magri. Accettate in seconda battuta anche le carni rosse magre, il coniglio, il tonno in scatola. Da limitare invece il tuorlo dell’uovo, gli insaccati, il latte intero ed i formaggi grassi. Incriminati dunque i grassi abbinati alle proteine. Vanno evitati assolutamente tutti i grassi saturi, trans ed idrogenati. Via libera nelle quantità indicate a olio extravergine di oliva, mandorle, noci ed olio di pesce.