Colite spastica: cosa mangiare

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    Colite spastica cosa mangiare

    Colite spastica, una malattia che colpisce il colon ed è particolarmente diffusa. Ma di cosa si tratta davvero, ma soprattutto come si contrasta e cosa si può mangiare? Ecco alcune informazioni utili per rispondere a queste domande, per provare a delineare un po’ meglio i contorni di questo disturbo dell’apparato gastroenterico che si manifesta con sintomi difficili da ignorare.

    Di cosa si tratta

    La colite spastica presenta alcuni sintomi decisamente fastidiosi, come il dolore all’addome, associato a crampi, nella parte inferiore sinistra, disturbi della regolarità intestinale, il senso di gonfiore addominale, il meteorismo, la flatulenza, un generale senso di stanchezza e la nausea. Tipica, nelle persone che soffrono di questo disturbo, è l’alternanza tra periodi di stitichezza e di dissenteria. Compaiono, in alcuni casi, anche problemi legati all’emotività, quali timidezza, ansia, depressione ed eccessiva sudorazione.

    Tutta colpa di un’anomalia del ritmo intestinale. In particolare, se in condizioni normali i muscoli dell’intestino si contraggono e si distendono con un ritmo coordinato, per spostare gli alimenti che lo attraversano, nel caso di colite spastica, queste contrazioni avvengono con un ritmo anormale, più lungo ed energico. In questo modo, gli alimenti arrivano più rapidamente verso l’intestino, provocando gas, diarrea e rigonfiamento, o, al contrario, arrivano in ritardo, causando feci dure e asciutte.

    Cosa mangiare

    Oltre ai rimedi farmacologici e ai giusti accorgimenti, come limitare lo stress, l’ansia e le tensioni, per tenere sotto controllo i sintomi più imbarazzanti della colite spastica è importante scegliere anche cosa mangiare.

    Sì, perché anche un regime alimentare non adeguato può essere un aggravante o un fattore scatenante la colite spastica. Il dito è da puntare soprattutto verso il consumo eccessivo di grassi, lo scarso apporto di fibre in associazione a uno stile di vita sedentario. Da non sottovalutare, inoltre, anche la possibile presenza di intolleranze e allergie verso alcuni cibi, da verificare con lo specialista.

    Se è vero che non esistono alimenti universalmente dannosi in questo senso, è altrettanto vero che ci sono cibi da considerare “osservati speciali” come il latte, i formaggi stagionati, gli insaccati, i cibi grassi e molto elaborati, la frutta secca e alcuni tipi di frutta e di verdura, come il kiwi, il melone, le ciliegie, il radicchio, il sedano e i peperoni. Altrettanto pericoloso anche il consumo smodato di alcol e caffè.

    Fondamentale il cosa si mangia, ma anche il come. In particolare, è bene consumare i tre pasti principali con regolarità e ritagliandosi la giusta quantità di tempo per farlo, senza la solita frenesia. Prediligere alimenti freschi, soprattutto se si tratta di frutta e verdura, evitare le fritture o le cotture troppo elaborate e utilizzare come condimento solo l’olio extravergine di oliva. Un consiglio prezioso è stare alla larga da cibi precotti, precongelati, in scatola e ricchi di conservanti, che, nella maggior parte dei casi, risultano mal tollerati dall’intestino.