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Cisti al seno: sintomi, cause e quando preoccuparsi

Cisti al seno: sintomi, cause e quando preoccuparsi

Una patologia che interessa oltre il 60% della popolazione femminile, sono piccoli noduli mobili al tatto la cui causa rimane sconosciuta, ma che crescono sotto l’influsso di squilibri ormonali

da in Tumore al seno
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    Cisti al seno: sintomi, cause e quando preoccuparsi

    Molto frequenti nella donna fra i 30 e i 50 anni, le cisti al seno sono formazioni benigne che solitamente vengono scoperte grazie all’autopalpazione, e che generalmente si riassorbono con la menopausa. Nonostante non abbiano ancora un origine certa, nella maggior parte dei casi le cisti mammarie hanno una natura benigna, ma nonostante questo, la loro presenza va studiata dal medico curate, un senologo, che dovrà controllarne anche i cambiamenti nel corso del mese in relazione al ciclo mestruale.

    Grumi ovali o tondi formati da liquido e dalla consistenza rigida, le cisti al seno hanno bordi distinti, e si formano in corrispondenza dei dotti che portano il latte che viene prodotto dalle ghiandole mammarie. Le cisti al seno si muovono sotto la pressione dei polpastrelli, e non causano sintomi a meno che non aumentino troppo di dimensione. In quel caso diventano dolorose e molto evidenti anche a livello visivo. Si noterà che avranno un aumento delle loro dimensioni prima del ciclo, e ad una conseguente diminuzione dopo il periodo mestruale.

    Solitamente, le cisti mammarie compaiono intorno ai 30 anni, e la loro formazione cessa con la menopausa, a meno che non si ricorra a terapie ormonali. Esse sono considerate delle anomalie, ma essendo generalmente di natura benigna, non viene consigliato nessun trattamento a meno che non intervengano cambiamenti evidenti di volume. Nella maggior parte dei casi si formano nelle donne che hanno un seno con tessuto molto fibroso, e l’unica certezza nota è che dipendono da alterazioni ormonali, soprattutto da una maggiore produzione di estrogeni durante il ciclo mestruale.

    Le cisti al seno possono avere dimensioni diverse, e dalla grandezza di un acino d’uva possono diventare grandi come piccole arance. Esse risultano essere mobili sotto la pressione dei polpastrelli, e hanno contorni lisci e regolari. In presenza di formazioni maligne, i noduli risultano invece essere fissi e con bordi irregolari. Attraverso l’autopalpazione si compiono le prime analisi per tenerne d’occhio le mutazioni, ma per avere la certezza di essere davanti ad un nodulo innocuo o ad un tumore al seno vengono proposti i seguenti esami diagnostici:

    • Ecografia: permette di capire la natura del nodulo e se è totalmente solida o con interno liquido.
    • Mammografia: permette di evidenziare la presenza di noduli sospetti o calcificazioni.
    • Nel caso siano necessari più approfondimenti sono consigliabili esami più invasivi:

    • Agoaspirato: permette di prelevare campioni di tessuto, cellule o liquido presenti nelle cisti, che verranno valutati dal medico per individuare eventuali cellule anomale.
    • Agobiopsia: viene effettuata in presenza di formazioni solide di grandi dimensioni e in mancanza di liquido.

    In alcuni casi, anche accertato la non presenza di cellule tumorali, viene consigliata la rimozione chirurgica delle cisti con un piccolo intervento in day-hospital. In caso contrario è consigliabile tenerle monitorate ecograficamente una o due volte all’anno.

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