Ciclo irregolare: perché succede e quali terapie usare

Ciclo irregolare: perché succede e quali terapie usare
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    ciclo mestruale irregolare

    Ciclo mestruale irregolare: ogni donna ne soffre almeno una volta nella vita, per periodi più o meno lunghi ed intensità variabile, ma cosa si intende quando si parla di ciclo irregolare? Fisiologicamente, le mestruazioni arrivano all’incirca ogni 4 settimane e durano 5 o 6 giorni, con un flusso mediamente abbondante. Difficilmente si assiste però a questa precisione: molto dipende dalla fisiologia della donna, dallo stress, da una serie di fattori esterni o interni.

    Tra questi anche l’età: prima dei 20 anni e dopo i 45 le alterazioni del flusso mestruale sono normali. Da ciò si evince che un ciclo irregolare non rappresenta necessariamente una malattia, certo è che le cause vanno indagate con precisione per escludere serie patologie.

    • Ciclo mestruale corto o polimenorrea: quando le mestruazioni si manifestano ogni 21 gg circa. Se il flusso prosegue per una settimana ed è abbondante, occorre scongiurare un rischio di anemia.
    • Ciclo mestruale lungo: quando dura più di 32-33 giorni. Non è una condizione pericolosa per la salute, ma può incidere sulla fertilità delle donne.
    • Ciclo assente per alcuni mesi
    • Flusso abbondante
    • Flusso scarso
    • Durata del ciclo alterata

      Molti di questi sintomi sono passeggeri, o comunque fisiologici della donna. Ma da cosa possono essere provocati?

    • Alterazioni ormonali di varia origine
    • Gravidanza (fisiologica, o ectopica, cioè extrauterina, oppure minacce d’aborto)
    • Fibromi uterini:ovvero dei tumori benigni
    • Polipi dell’endometrio
    • Tumori dell’ovaio
    • Iperplasie dell’endometrio
    • Anormale funzione tiroidea o pituitaria
    • Pillola contraccettiva del dosaggio sbagliato
    • Carenze nutrizionali (accade spesso con l’anoressia)
    • Farmaci particolari (steroidi o sangue-diluenti)
    • Stress

    La terapia dipende ovviamente dalla causa scatenante il problema. Il medico specialista la valuterà insieme alla donna in base ai risultati dei test.

    Se non si evince una patologia particolare o pericolosa (trattabile a parte, come il tumore dell’ovaio), spesso si può sorvolare. Soprattutto se il sanguinamento non provoca anemia.

    Al contrario, si può procedere ad un ri-equilibrio ormonale tramite l’assunzione di estroprogestinici, utilizzando in questo caso la pillola anticoncezionale come terapia, o dispositivi intra-uterini a rilascio di progesterone. A volte bastano anche periodi brevi di trattamento o al massimo di 6-12 mesi, per poter tornare ad un ciclo mestruale regolare.

    Se l’alterazione dipende invece da fattori esterni, come l’utilizzo di alcuni medicinali, basterà sospenderne l’assunzione!

    Da sottolineare: perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra non vanno interpretate come sintomi di un ciclo irregolare, bensì di problemi seri da indagare con rapidità (anche se spesso si è in presenza di semplici polipi).

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