Cibi biologici sotto accusa per il batterio killer, ma non senza polemiche

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    Prodotti bio batterio killer

    Cibi biologici responsabili di diffondere il batterio killer che sta colpendo con epidemie infettive diverse zone d’Europa? Quanto dobbiamo fidarci di questi allarmi, che sembrano puntare il dito proprio su quegli alimenti che abbiamo sempre considerato i più sani e sicuri, perché coltivati al riparo da pericolose sostanze chimiche e pesticidi? Ma soprattutto, e onestamente credo che il sospetto sia balenato a molti, i focolai infettivi che hanno permesso il diffondersi del ceppo mutante di E. Coli prima in Germania, poi anche in Francia, sono davvero negli innocui germogli bio, oppure si è voluto trovare una sorta di capro espiatorio, buono per non scontentare le grandi industrie alimentari o altri settori dipendenti dal controllo statale (come gli acquedotti)?

    Io non vi posso rispondere, ma sappiate che il problema se lo stanno ponendo in tanti. Vi segnalo, a tal proposito, un botta e risposta tra Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, e Andrea Ferrante, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB). Il primo, sul settimanale Oggi, aveva dichiarato, a proposito dei germogli bio sui cui sarebbe stato trovato il batterio E.Coli: “Forse non è una coincidenza o un caso che il prodotto fosse biologico.

    Senza voler condannare nessuno, questi prodotti biologici, che si giovano solo di sostanze naturali, si arrogano meriti spesso indebiti. Sono infatti i produttori coloro che garantiscono la purezza dei prodotti e quindi la salute, mettendoli in contrapposizione con i prodotti industriali che invece sarebbero il frutto della chimica”. Gli risponde il secondo, con queste parole:

    “Siamo stufi di questo gioco al massacro con dichiarazioni fondate sul nulla, la sicurezza alimentare è in cima alla nostra attenzione e non possiamo accettare che affermazioni fondate sull’ignoranza continuino a provocare ingiustificati allarmi e criminalizzazioni di un intero settore”. Ma Ferrante non si ferma a queste affermazioni: “L’intervento di Garattini – prosegue infatti il presidente dell’AIAB – getta pesanti dubbi sull’autorevolezza del Direttore dell’Istituto Mario Negri e sulla presunta scientificità delle sue affermazioni.

    Ci riserviamo di avviare azioni legali rispetto ad affermazioni irresponsabili come quelle del signor Garattini”. Insomma, l’agricoltura bio non ci sta pagare per colpe (forse) altrui. Ma questa è solo il primo round, certamente non è finita qui. Intanto, mentre i morti per sindrome emolitico-uremica sono ormai 48 (47 solo in Germania), sale e 10 il numero di infettati in Francia, nella zona di Bordeaux. Speriamo davvero di essere alle ultime battute, almeno per quanto riguarda le infezioni intestinali.