Cervello: scoperti i neuroni che “oscurano” le paure infantili

da , il

    Cervello paure infantili

    Non esiste nulla di più affascinante del funzionamento del cervello umano. Anche perché non passa quasi giorno che non giungano nuove teorie e scoperte a proposito di neuroni, sinapsi e loro collegamenti. Chissà se mai arriverà un giorno in cui gli scienziati saranno in grado di spiegare in tutto e per tutto i meccanismi ancora oscuri, nascosti nei meandri della nostra materia grigia… intanto, vi segnalo questa notizia. Riguarda le nostre paure più profonde, quelle che emergono durante l’infanzia e che poi vengono superate e dimenticate.

    In realtà, la scoperta, effettuata tramite uno studio di alcune Università europee, è proprio relativa al fatto che nessuna paura viene mai completamente “resettata”, semmai, nascosta, occultata. Si tratta di un sistema davvero ingegnoso che il nostro cervello ha sviluppato, per permetterci di superare il blocco e le sensazioni negative collegate con la paura. I ricercatori delle Università di Friburgo, Basilea e Bordeaux, coordinati dal prof Joannis Vlachos hanno effettuato degli esperimenti sulle cavie da laboratorio, proprio per vedere come reagivano ad uno stimolo pauroso.

    In un primo momento, hanno associato un imput neutro (nello specifico, di tipo sonoro), ad un evento sgradevole. In seguito, il suono è stato ripetuto senza che venisse collegato a nulla di spiacevole, cosicché i topi si tranquillizzassero. Tuttavia, quel che è emerso chiaramente, è che il sentimento della paura viene solo oscurato, e non neutralizzato, infatti, l’imput sonoro era comunque in grado di suscitare timore nei topi, anche svincolato da altri fattori spiacevoli.

    Il secondo step della ricerca si è svolto nel cervello, dove sono stati individuati i neuroni responsabili dell’occultamento della paura. Si trovano nell’amigdala e agiscono in due momenti diversi. Il primo gruppo neuronale, è quello che sovrintende alla reazione successiva al momento pauroso, il secondo gruppo, invece, “censura” questo istinto, impedendo che l’impulso venga raccolto e si diffonda nelle altre aree del cervello, generando un automatismo.

    Tuttavia, l’istinto della paura si ripropone, perché le connessioni neuronali che sono state generate dall’evento traumatico continuano a sussistere e, quando il secondo gruppo di neuroni, quello “censorio” non si attiva perché le condizioni sono diverse, allora ecco che ci ritroviamo a provare sentimenti che credevamo superati. Affascinante, non credete?