Certificato online: caos nel primo giorno a rischio sanzioni

Un gran caos ieri con i certificati online che i medici avrebbero dovuto spedire all’Inps per via telematica. Il tutto rientra nella riforma della pubblica amministrazione voluta dal Ministro Renato Brunetta e dovrebbe, con un impegno minimo del medico di base, cancellare un gran peso burocratico per i cittadini ammalati. Finora infatti in caso di malattia, il nostro dottore di fiducia, tramite il tradizionale fogliettino rosso indicava la diagnosi (ad esempio: sindrome influenzale) e la prognosi (5 giorni). Spettava poi a noi tramite raccomandata fornire sia all’Inps che al datore di lavoro la copia del prezioso documento.
Ora la spedizione avverrebbe direttamente dal pc dell’ambulatorio! Di fatto secondo i dati del ministero, già nel Dicembre dello scorso anno il 91% dei certificati per malattia sarebbe stato spedito via web. Quale è allora il problema? Spesso il sistema, già attivo da 10 mesi, non ha funzionato correttamente, ma il medico poteva ancora stampare il foglietto e consegnarlo al malato. Da ieri tutto ciò non è più possibile ed il professionista della salute, nel caso di inadempienza andrebbe incontro a sanzioni e addirittura al licenziamento, ovvero alla revoca della convenzione. Purtroppo l’ansia è un problema comune a tutti e spesso è motivata: vedere totalmente bloccata la connessione nel giorno in cui si inizia a rischiare qualcosa, merita una protesta ufficiale. Anche perché, non solo non era possibile fare un qualcosa di obbligatorio (ovvero spedire il certificato online), ma neppure parlare con il Call Center adibito a supporto in questa eventualità.
In ministro Brunetta ha risposto che tutto è a regime già da tempo ed ha assicurato che le pene ci saranno solo in caso di effettiva “mancanza del medico”. Un guasto tecnico, come in tal caso non può essere una colpa. Nonostante questo le categorie professionali interessate si tutelano (giustamente): sono entrati in stato di agitazione ed hanno inviato lettere ai prefetti. In questi giorni, dominati dal picco dell’influenza stagionale, il medico di base ha un surplus di lavoro. Se a questo ci deve perdere anche tanto tempo per correre dietro ad una connessione internet, che ne sarà dei pazienti nelle sale d’aspetto? Speriamo che oggi tutto sia più semplice; eventualmente ci aggiorneremo! Di una cosa sono contenta se il tutto funzionerà: tanta carta in meno da consumare e l’ambiente ne trarrà giovamento.
Fonte | Corriere.it
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Mer 02/02/2011 da Cinzia Iannaccio














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Con la GUR n° 305 del 31 dicembre 2010, al punto 2, comma 1, alla voce “Chiarimenti sull’ambito di applicazione” si legge testualmente : “……pertanto la norma non riguarda il personale in regime di diritto pubblico ( magistrati e avvocati dello stato,professsori universitari,personale appartenente alle forze armate e alle forse di polizia, corpo nbazionale dei vigili del fuoco,personale della carriera diplomatica e prefettizia, e le altre categorie e le altre categorie disciplinate da propri ordinamenti)….”.
Rispondi Segnala abusoQuindi sarebbe il caso che il ministro Brunetta ci renda pubblicamente edotti sul senso di una tale distinzione ( visto che l’assenza dal lavoro per salute ha lo stesso significato sia per un professore di scuola, un medico ospedaliero, un polizziotto, un magistrato e via dicendo). In caso contrario la spiacevole sensazione dell’Italia a due velocità dove esistono doveri per alcuni e non per altri( questa non sarebbe una novità), prende piede facilmente nell’immaginario di ciascuno di noi. Forse sarebbe il caso che la vostra testata si faccia carico di tale problema, in modo pubblico e trasparente, se tale interrogativo è da Voi condiviso Distinti saluti
Aldo Di Piazza