Cellule staminali per il Parkinson grave, al via la sperimentazione italiana

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    Staminali, torniamo a parlarne. Partirà fra due o te mesi la sperimentazione sull’uomo dell’utilizzo di cellule staminali per la cura di una forma grave di Parkinson. Nello specifico si tratta del primo studio clinico che prevede il prelievo di cellule staminali dal midollo osseo del paziente, la loro trasformazione in mesenchemiali multipotenti, in vitro attraverso particolari e sofisticati accorgimenti, ed infine la reinfusione nel paziente stesso volta alla rigenerazione del tessuto cerebrale colpito. La procedura è in attesa di autorizzazione presso l’Istituto Superiore di Sanità ed è un lavoro tutto italiano.

    E’ stato infatti voluto dalla Fondazione Grigioni/Istituti Clinici di Perfezionamento e dalla Cell Factory “Franco Calori” della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e prevede l’applicazione in pazienti affetti da Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP). Tale patologia rappresenta il 3% delle varie forme di parkinsonismo ed ha un’incidenza di 6,5 casi ogni 100.000 persone. E’ grave, perché molto aggressiva e non esistono attualmente cure adeguate per contrastarla: è caratterizzata da una degenerazione delle cellule cerebrali responsabili del controllo dei movimenti. Inizialmente, come gli altri parkinsonismi si manifesta con lentezza dei movimenti, rigidità muscolare e compromissione dei riflessi. In più però è caratterizzata dall’incapacità di controllare il movimento degli occhi e da un’evoluzione rapida e negativa: nel giro di 5 anni obbliga il paziente alla sedia a rotelle. Inizialmente la sperimentazione si avvarrà di 20 pazienti con più di 40 anni e si attuerà una valutazione a breve termine (dopo 6 mesi) ed una a lungo termine (dopo circa un anno e mezzo).

    Si ipotizzano buoni risultati applicabili poi con nuove sperimentazioni cliniche anche per altre malattie neuro-degenerative a partire dallo stesso Morbo di Parkinson.

    . A questo proposito nel frattempo si stanno perfezionando nuove tecniche con buoni risultati, come la stimolazione cerebrale profonda.