Celiachia: Laura Torrisi racconta la sua esperienza

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    Celiachia Laura Torrisi

    La celiachia è una malattia democratica, colpisce anche i vip. Attrici avvenenti come Claudia Koll o Laura Torrisi, ad esempio, ne soffrono, e per quanto riguarda la seconda, mamma felice della sua piccola Martina da due anni, la diagnosi è arrivata davvero tardivamente. In un’intervista al mensile OKSalute!, la bella ex gieffina e ora moglie del regista Leonardo Pieraccioni, ha scoperto di essere celiaca “solo” nel 2009, quando finalmente tutta una serie di sintomi precedentemente sottovalutati o trattati singolarmente hanno trovato la giusta e comune origine. Come spesso accade, infatti, anche Laura ha sempre avuto problemi intestinali (e non solo), ma il suo problema non è mai stato affrontato dal lato giusto neppure nella prima infanzia. Vediamo qualche interessante stralcio della sua intervista.

    Laura Torrisi, la celiachia e quel carattere un po’ così

    “Fino a qualche anno fa pensavo di avere un brutto carattere e di essere lunatica oltre ogni limite. Non capivo il perché dei continui cambiamenti di umore e non li ricollegavo minimamente ai disturbi gastrointestinali sempre più frequenti: gonfiori, dolori, diarrea improvvisa. La diagnosi di celiachia, nel 2009, ha spiegato tutti quei sintomi”, racconta la Torrisi. In realtà, la giovane si era rivolta ai medici, a quei tempi, perché non riusciva a restare incinta e non si spiegava il motivo. Le fu diagnosticata una forma di endometriosi collegata proprio con la celiachia. Ma in realtà, tutto cominciò molto prima, quando Laura era appena una neonata.

    Una mancata diagnosi

    “Il primo episodio acuto risale a quando avevo nove mesi – prosegue l’attrice – Secondo il pediatra si trattava di allergia al latte, mi hanno raccontato i miei genitori, e me la sono vista brutta: sono finita in coma. Al Policlinico di Catania, dove ero stata ricoverata, hanno però escluso potesse trattarsi di celiachia. Secondo i medici si trattava di una semplice intolleranza generica, che si sarebbe risolta con la crescita”. A causa di questa mancata diagnosi, la bambina, e poi adolescente, non seguì mai la dieta che sarebbe stata necessaria per risolvere i suoi disturbi. Non eliminò mai, quindi, gli alimenti contenenti il glutine, quella proteina contenuta in molti cereali, tra cui il grano, che per lei erano veleno. “Per questo ho (purtroppo) continuato a mangiare di tutto, senza precauzioni: divoravo il cibo come un camionista, ma assimilavo pochissimo ed ero continuamente afflitta da problemi di digestione e da attacchi di diarrea”.

    La scoperta della malattia e il cambio di vita

    Ma per fortuna arriva il momento della “scoperta” della malattia, e con essa finalmente anche la soluzione di tutti i problemi: “Nel 2008 i dolori sono diventati insopportabili e la gastroscopia con prelievo dei villi intestinali ha confermato il sospetto di celiachia. All’ospedale fiorentino di Careggi, dove mi sono rivolta quattro anni fa, si sono meravigliati che nelle mie condizioni di celiaca al secondo stadio riuscissi a fare ancora una vita tutto sommato normale. Il medico mi ha mostrato le riprese del mio intestino: non rosato e ben lubrificato come nei pazienti sani, ma a chiazze violacee che indicano una profonda sofferenza dei tessuti. Da allora il glutine è il nemico numero uno, per me, e tutti gli alimenti che lo contengono sono banditi dalla mia tavola”. Ora i pasti di Laura (e di Leonardo, che per amore della moglie ben volentieri segue il suo stesso regime alimentare) includono solo alimenti, come pane e pasta, gluten free e tanto risotto. Una bella testimonianza di come con la celiachia si possa convivere più che felicemente.