Carne da animali clonati: salta il divieto UE

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    Carne animali clonati

    Carne proveniente da animali clonati prossimamente sui banchi frigo dei nostri supermercati? Inquietante prospettiva che, però potrebbe concretizzarsi davvero. Dopo 12 ore di trattative infruttuose, l’Unione Europea non ha trovato un accordo per firmare quel divieto che avrebbe impedito alle carni macellate da bestiame di dubbia origine (clonazione inclusa) di finire sulla tavola dei consumatori europei. Il protocollo, qualora fosse stato firmato da tutti i membri della UE, avrebbe introdotto l’obbligo di tracciabilità completa degli alimenti confezionati, in abbinamento ad una etichettatura molto più dettagliata.

    Provvedimento peraltro già adottato in Italia. Poiché, però, la delegazione europea richiedeva precauzioni teoricamente ancora maggiori – come l’associare ai vari prodotti un vero e proprio albero genealogico – tutte le trattative sono saltate, così “Tre anni di negoziati sono stati buttati dalla finestra”, ha lamentato il Presidente della Commissione, che quest’anno spetta all’Ungheria. Una situazione sconfortante dato che ora non sarà possibile avere una regolamentazione che di fatto impedisca la circolazione di carni clonate sui banchi alimentari europei prima di altri 3 anni.

    Nel nostro Paese, da sempre in prima linea per la tutela dei diritti del consumatore e la sicurezza dei prodotti alimentari, l’allarme è già scattato. Ne parla Coldiretti, interpretando gli umori e i timori della popolazione, peraltro verificabili attraverso i dati Eurobarometro: “L’opposizione alla clonazione a fini alimentari è alta in Italia, con il 61% che non la ritiene sicura per le nuove generazioni, il 62% che ritiene che non faccia bene alla salute e il 68% che la ritiene innaturale”.

    Allo stato attuale delle cose, prosegue Coldiretti: “Non esistono norme sulle importazioni che impongano di etichettare carne, latte e formaggi come derivati da progenie di animali clonati. La commercializzazione di tali alimenti, oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità, pone evidenti perplessità di natura etica”.

    In questo scenario desolante, sul quale non ci sono ulteriori commenti possibili se non di sconforto per l’incapacità dei nostri europarlamentari di difendere seriamente i diritti dei consumatori, si impone all’attenzione anche una buona notizia. La UE ha finalmente permesso l’importazione di carni bovine provenienti dal Canada, ma solo se non trattate con ormoni della crescita, n quel Paese tollerati ma da noi vietati. Magra consolazione ma, è sempre qualcosa.