Carenza di acido folico: sintomi, conseguenze e cura

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    Carenza di acido folico

    Il nome di questa vitamina del gruppo B non è nuovo a nessuno, o quasi, soprattutto alle mamme o aspiranti tali. Ma se c’è una carenza di acido folico, cosa succede? Ci sono una serie di possibili sintomi e di eventuali conseguenze, ma anche una cura efficace o, meglio, una strategia vincente per evitare che le quantità di questa sostanza così preziosa per la salute dell’organismo scenda sotto i livelli di guardia. Ecco qualche informazione utile sull’acido folico, sul suo ruolo e sui risvolti negativi della sua carenza.

    L’acido folico

    È una vitamina idrosolubile del gruppo B, nota anche come vitamina B9, che ha un ruolo fondamentale in tutte le reazioni di sintesi, riparazione e metilazione del Dna. Fondamentale per la proliferazione, la maturazione, la moltiplicazione cellulare e per la produzione dei globuli rossi, l’acido folico agisce come enzima, in “combutta” con un’altra sostanza del suo stesso gruppo, la vitamina B12 nella scomposizione e utilizzazione delle proteine.

    Molti ruoli e altrettante responsabilità, che l’acido folico può interpretare e sostenere solo se viene assunto in quantità adeguate, attraverso l’alimentazione o con integratori specifici. Quando ciò non avviene, come purtroppo succede ancora oggi in molti Paesi meno sviluppati, si può verificare una carenza di acido folico, con tutte le conseguenze e i sintomi del caso.

    La carenza, le cause e la cura

    Se l’acido folico scarseggia, i possibili responsabili o fattori predisponenti possono essere di tipo alimentare o meno. In particolare, è da considerare a rischio in questo senso l’alimentazione poco varia ed equilibrata, povera di frutta e verdura fresche, che sempre più spesso è una realtà per molte persone anziane. Possono influire negativamente sui livelli di acido folico presenti nell’organismo anche alcune terapie mediche e farmacologiche. Sotto accusa, per esempio, i farmaci antagonisti dell’acido folico, come alcuni tipi di antibiotici o di chemioterapici.

    Per prevenire e contrastare la carenza di acido folico, si può scegliere una dieta che ha come protagonisti gli alimenti ricchi di acido folico, come le frattaglie, le verdure a foglia verde (lattuga, spinaci, broccoli), i legumi, le uova e i cereali integrali.

    Nel caso delle aspiranti mamme, invece, la dieta non basta, è necessario assumere un integratore specifico a base di acido folico. Durante, la gravidanza, infatti, tra gli “osservati speciali” ci sono proprio l’acido folico, che non deve essere in quantità troppo ridotte, e l’omocisteina, che non deve essere, al contrario, troppo alta. Il consiglio è di cominciare ad assumere gli integratori di vitamina B9 un mese prima del concepimento, per garantire al feto uno sviluppo corretto, proteggendolo da alcune malformazioni congenite a carico del tubo neurale, come la spina bifida.

    I sintomi, le conseguenze

    In caso di carenza di acido folico, i sintomi, i disturbi più o meno evidenti, assumono il doppio ruolo di conseguenze. A questa categoria dal doppio volto appartengono: l’anemia macrocitica, le alterazioni della pelle e delle mucose di varia entità, incanutimento e indebolimento dei capelli, glossite (infiammazione della lingua) e disturbi gastrointestinali.