Cannabis terapia: in Toscana presto una legge

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    La Toscana è prossima ad una legge sull’utilizzo della Cannabis (o meglio di cannabinoidi) nella terapia del dolore e nei malati terminali. Il testo è scritto e l’approvazione, che sembra imminente oltre che certa, prevede essenzialmente il rimborso da parte del servizio Sanitario Regionale di tale terapia. Ovviamente andranno rispettate alcune regole: la somministrazione dovrà avvenire solo durante il ricovero nelle adeguate strutture ed esclusivamente nel caso in cui altri trattamenti si siano dimostrati efficaci.

    Si tratta di un caso innovativo nel nostro paese, dove i farmaci a base di sostanze cannabinoidi non sono rimborsati dal servizio Sanitario Nazionale (ed in questo caso ci penserà la Regione Toscana). Attualmente è comunque possibile usufruirne, ma tramite la richiesta di un medico specialista al Ministero della Salute che deve autorizzare l’acquisto e dunque l’entrata nel nostro paese del medicinale, che il paziente dovrà pagarsi da solo (si parla di circa 600,00 per una terapia di tre mesi!). Questo perché al momento non c’è l’autorizzazione alla vendita di tali farmaci sul nostro territorio, benché alcuni studi scientifici abbiano lungamente dimostrato l’efficacia dei derivati dalla canapa indiana per trattare chi si sottopone a chemio o a terapie simili che provocano nausea e vomito: è in questo senso che si parla della marijuana come terapia. In più la somministrazione di cannabinoidi aumenta l’effetto della morfina, che può essere così diminuita.

    Ovviamente va spiegato che si parla di medicinali, e non di erba da fumare. E’ per questo che si fa confusione a volte. Nel nostro cervello esistono dei recettori a queste sostanze: per tale motivo, fumando qualcuno può avere una sensazione di benessere, oltre che effetti collaterali come la psicosi, ma un medicinale deve svolgere una funzione terapeutica e questo, purtroppo la scienza non l’ha ancora dimostrato: sulla nausea e sul vomito sì, ma non direttamente sul dolore fisico. Gli studi scientifici promettono comunque bene al riguardo.

    Dolcetto o scherzetto?