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Calvizie femminile: le cause e le cure

Calvizie femminile: le cause e le cure
da in Capelli, Malattie, Alopecia femminile
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    perdita capelli nelle donne

    La calvizie femminile, un’eventualità decisamente fastidiosa, con cui è difficile fare i conti e che rischia di mettere molto a disagio chi ne soffre. Sì, perché, anche se nella maggior parte dei casi le vittime di questo antiestetico disturbo sono gli uomini, la calvizie, soprattutto negli ultimi anni, complici molti fattori psicologici e ambientali, si declina sempre più spesso al femminile. Ma vediamo meglio di cosa si tratta, quali sono le cause e le cure.

    La calvizie femminile è una realtà per ben 4 milioni di donne solo in Italia. I capelli cominciano a diventare sempre più deboli, corti e sottili, fino a cadere e a diradare la chioma, soprattutto nella parte centrale della testa, ma non solo. All’origine della calvizie declinata al femminile ci possono essere sia cause patologiche sia cause non patologiche.

    Nel primo gruppo, in particolare, rientrano: le infezioni del cuoio capelluto; l’alopecia androgenetica, cioè un disturbo da attribuire agli ormoni androgeni e in particolare al testosterone che viene trasformato da un enzima (5 alfa reduttasi) in una sostanza capace di provocare un’eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, che si atrofizzano e non producono più capelli; l’alopecia areata e l’alopecia da trazione; l’anemia; i problemi a carico della tiroide, cioè ipotiroidismo o ipertiroidismo; il lupus eritematoso; la sifilide.

    Tra le possibili cause non patologiche, invece, si annoverano condizioni femminili particolari, come la gravidanza o l’allattamento, ma anche l’assunzione prolungata di determinati farmaci, come antidepressivi o antinfiammatori, e il sottoporsi a terapie particolarmente invasive, come la chemioterapia.

    Tra i fattori di rischio che non vanno sottovalutati, poi, sono da includere anche la storia familiare dell’interessata, la dieta, perché la malnutrizione può influire negativamente sulla salute della chioma, lo stress e l’utilizzo di trattamenti o prodotti poco adatti per la cura dei capelli.

    Per combattere la calvizie, che rischia di compromettere la serenità della malcapitata, si può ricorrere all’assunzione di alcuni farmaci e estratti naturali, utili soprattutto contro l’alopecia androgenetica. In particolare, il medico può prescrivere anche ormoni (progesterone e ciproterone acetato) come lozioni da applicare sul capo o pillole anticoncezionali: bloccano l’azione degli androgeni sul bulbo pilifero e regolano la produzione di sebo in eccesso. Ottimi effetti preventivi anche quelli garantiti dalla melatonina, in lozioni da applicare sul capello o in integratori da assumere per bocca: è una sostanza prodotta in parte anche dal follicolo pilifero, che agisce come antiossidante prevenendo danni e invecchiamento dei capelli e, indirettamente, rende i bulbi piliferi meno sensibili all’azione degli androgeni.

    Tra le alternative più valide, per ovviare al disagio estetico che la caduta dei capelli comporta, ci sono gli impianti di capelli sintetici e l’autotrapianto. In questa seconda ipotesi, in anestesia locale, il chirurgo preleva una parte profonda di cuoio capelluto, con i relativi bulbi piliferi e la seziona in modo da ottenere singoli bulbi piliferi che verranno poi inseriti a uno a uno, con minuscole pinzette, nella zona da infoltire.

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