Calcoli renali: cause e come prevenirli

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    I calcoli renali sono un disturbo estremamente diffuso a tutte le età, un disturbo che in fase acuta – le temibili coliche – procura un dolore quasi insopportabile. Le donne sono spesso colpite da calcolosi renale intorno ai 50 anni, in contemporanea con la fase della menopausa, ma in genere sono più soggetti coloro che abbiano episodi di calcoli a livello familiare. Esiste certamente una predisposizione genetica alla produzione di calcoli, ma lo stile di vita incide in modo significativo. Non sempre i calcoli danno sintomi, se sono molto piccoli vengono trasportati con l’urina dai reni alla vescica senza provocare problemi, e quindi espulsi senza dolore, ma non sempre si è così fortunati.

    Qualche volta gli ammassi di sali minerali che formano i “sassolini”, sono grandi, e passando per le vie urinarie provocano un dolore intenso, che si diparte dalla zona lombare fino all’inguine, e talvolta può essere associato a nausea e vomito. Ma perché si formano i calcoli?

    Calcoli renali, le cause

    I nostri reni sono anche definiti i filtri del nostro corpo, in quanto hanno il compito di separare l’acqua e le scorie dal sangue e far sì che vengano eliminate nelle urine. Se tutto va bene, queste sostanze non si “agglomerano” in cristalli e quindi possono venire eliminare senza difficoltà. Ma per cause non sempre chiarissime, prodotti di scarto come gli ossalati e i fosfati di calcio, ad esempio, normalmente presenti nelle urine, si uniscono in ammassi duri che possono raggiungere dimensioni considerevoli.

    Tenete conto che l’urina prodotta dai reni, per arrivare alla vescica deve attraversare due sottili condotti, gli ureteri, simili a due tubicini. Quando il calcolo li attraversa, fa resistenza contro le pareti degli ureteri, faticando a scivolare verso la vescica e producendo un dolore molto forte. Le cause, come anticipato, sono diverse. Sicuramente incide nella probabilità di soffrirne la predisposizione alle cistiti e alle infezioni delle vie urinarie, così come una dieta sbilanciata, ma in quest’ultimo caso è molto difficile stabilire cosa sia meglio che il paziente mangi e cosa no. Ma un rimedio naturale sicuro e privo di effetti collaterali per prevenire la formazione dei calcoli renali esiste, si chiama succo di limone.

    Calcoli renali, succo di limone per prevenirli

    I ricercatori dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo, sono riusciti a dimostrare che è sufficiente bere mezzo bicchiere di succo di limone al giorno per prevenire con certezza la formazione dei calcoli renali. Il tutto, naturalmente, senza controindicazioni. Il benefico effetto è dovuto alla sostanza che conferisce a questo nobile agrume il suo tipico gusto acidulo, ovvero il citrato. In un kg di limoni troviamo 42,9 g di citrato, pari a 5 volte in più rispetto all’arancia. Meglio di qualunque farmaco perché il limone fa anche bene alla salute e aiuta a bruciare i grassi.

    “Siamo di fronte a una notizia molto interessante – commenta Giuseppe Remuzzi del Mario Negri – considerando che la calcolosi renale è molto diffusa nel nostro Paese, con milioni di persone affette da questa patologia. Tra l’altro si tratta di un disturbo ad altissimo coefficiente di ricadute: i calcoli si riformano in un paziente su tre in un arco temporale che va dai 2 ai 5 anni. Questo impone ai pazienti un continuo monitoraggio della situazione e, soprattutto, una particolare attenzione alla dieta”. Insomma, se siete soggetti ai calcoli renali, da domani via libera a limonate fresche e condimenti a base di limone. Tutta salute!