Bypass gastrico: come funziona, costi e possibili conseguenze

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    È uno degli interventi più innovativi nel campo della chirurgia dell’obesità, che consiste nel creare una sorta di tasca all’altezza dello stomaco per collegarla direttamente all’intestino: il bypass gastrico. Molti ne parlano, ma pochi sanno davvero di cosa si tratta, come funziona, quali sono i costi e le possibili conseguenze. Ecco qualche informazione utile.

    Come funziona

    Tutta questione di percorsi e di cambiamenti di rotta? Detto in parole povere, anzi poverissime, sì. Infatti, l’intervento di chirurgia bariatrica di bypass gastrico, indicato per i gravi casi di obesità e non semplicemente per dimagrire, consiste nel creare una sorta di “cortocircuito” tra lo stomaco, il duodeno e la prima parte dell’intestino tenue. Si crea una sorta di piccola tasca, a livello dello stomaco, che si collega direttamente al resto dell’intestino. Grazie a un’incisione nello stomaco, il chirurgo ne isola una piccola porzione (10% del volume totale) collocata nella parte superiore; questa tasca, poi, dopo essere stata separata dal resto dell’organo con una sutura, viene collegata all’ultimo tratto di intestino tenue (a sua volta precedentemente separato dal duodeno con una sutura).

    Così facendo, gli alimenti ingeriti passano direttamente dalla piccola tasca gastrica all’intestino, saltando gli altri passaggi, cioè il duodeno e il resto dell’intestino tenue. Un cambiamento di rotta per il cibo che implica una serie di conseguenze e di vantaggi, in termini di accumulo di peso: complice il bypass gastrico lo spazio di stomaco da riempire è inferiore, quindi, il senso di sazietà è più veloce e facile da raggiungere, anche con piccole quantità di cibo; il cibo arriva più velocemente all’intestino, di conseguenza l’interessato si sente soddisfatta prima che in condizioni normali.

    Un’altra conseguenza, dalla duplice valenza, positiva e negativa, è quella subita dalla digestione. In presenza di bypass gastrico, si possono avere alcuni fastidi digestivi, con malessere alla fine del pasto; per questo motivo, si è portati a limitare ulteriormente la quantità di cibo ingerito.

    I risultati e le conseguenze

    Secondo le stime ufficiali questo intervento chirurgico può vantare un’elevata percentuale di successo, con una perdita media di peso del 65%, già a distanza di due anni dall’operazione. Non sono da escludere, però, i rischi e le conseguenze negative, soprattutto se ci si affida a specialisti poco esperti e a strutture non attrezzate: potrebbero verificarsi delle fughe attraverso le suture destinate a ridurre la capacità dello stomaco o a orientare la circolazione degli alimenti attraverso l’intestino, che potrebbero richiedere un nuovo intervento.

    Il rischio maggiore è che, dopo l’intervento, la parte di stomaco e il duodeno isolati non possono essere studiati con le normali metodiche diagnostiche (come la gastroscopia o la radiologia tradizionali), di conseguenza potrebbero comparire malattie, come il tumore allo stomaco, non diagnosticabili.

    Il costo di questo intervento può variare dagli ottomila ai dodicimila euro, in base allo specialista e alla struttura scelta.

    Dolcetto o scherzetto?