Broncoscopia: salva un bambino che ha ingoiato una lampadina

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    La broncoscopia è un’indagine diagnostica importante, ma è anche utile per alcune tecniche terapeutiche, come nel caso accaduto ieri in Sicilia e che vi voglio raccontare: l‘ingestione di corpi estranei da parte dei bambini rappresenta uno degli incidenti domestici più frequenti e pericolosi. Pensate che un bimbo di soli 10 mesi ha ingoiato una lampadina, o meglio un led di vetro proveniente da un giocattolo, che misurava circa un centimetro e mezzo. L’oggetto si è andato a posizionare pericolosamente nei bronchi: avrebbe potuto soffocarlo o provocare seri danni all’apparato respiratorio.

    L’intervento rapido e professionale di un’equipe dell’Ospedale Di Caterina di Palermo ha salvato la vita al bambino arrivato da Trapani: lo ha operato Antonio Carolina, Responsabile della Chirurgia Pediatrica dello stesso nosocomio, eseguendo una broncoscopia: la lampadina è stata rimossa grazie ad una pinza speciale introdotta attraverso il tubo solitamente utilizzato, ovvero il broncoscopio. Il tutto, nel caso specifico è avvenuto in anestesia totale. Oggi stesso il bambino probabilmente sarà dimesso.

    Ricordiamo: la broncoscopia è un’indagine diagnostica che solitamente si fa in anestesia locale e dura circa 30 minuti: serve per l’osservazione diretta delle vie aeree, permettendo così di rilevare fenomeni infiammatori o ostruttivi dei bronchi. Solitamente si usa per la diagnosi o per l’asportazione di corpi estranei, oltre che per il prelievo di secrezioni o di parti della mucosa bronchiale da analizzare. E’ utilizzato essenzialmente per la diagnosi di tumore ai polmoni, o malattie come l’asma bronchiale e la BPCO.

    Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, Leoluca Orlando ha espresso un vivo apprezzamento nei confronti della prontezza e professionalità dei medici intervenuti. Noi di Pourfemme ci accodiamo a tali apprezzamenti. Pochi giorni fa un altro caso eccezionale: una ragazza è stata salvata a Bologna nonostante il suo cuore abbia smesso di battere per circa 70 minuti. Che il 2011 rappresenti una svolta in positivo in campo sanitario? Magari.