Bollini rosa: 230 ospedali a misura di donna

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    Bollini rosa

    Sale a quota 230 il numero degli ospedali a misura di donna in Italia, delle strutture sanitarie premiate con i bollini rosa. Un numero in crescita confortante, che dimostra una crescente attenzione verso la salute al femminile. 230 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale sono entrati nella speciale classifica stilata da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, che ha assegnato anche quest’anno i “bollini rosa”, importante riconoscimento conferito alle strutture sanitarie più attente alle esigenze femminili.

    Le strutture più “rosa” d’Italia sono 230. Ma non sono tutte sullo stesso piano: 65 ospedali hanno ottenuto il massimo del punteggio, cioè tra bollini rosa, 105 se ne sono aggiudicati due e 60 un bollino rosa. Inoltre, una menzione speciale è andata a 12 strutture sanitarie che dal 2007 a oggi hanno sempre ricevuto tre bollini, confermando la loro costante attenzione alla salute al femminile. La regione più virtuosa, con 63 ospedali in classifica, è la Lombardia, seguita dal Veneto, con 23 strutture ospedaliere, e dal Lazio, che è a quota 21.

    Cosa sono i bollini rosa?

    Riconoscimenti prestigiosi, che premiano le strutture ospedaliere più attente alla salute femminile: i “bollini rosa” sono assegnati agli ospedali più vicini alle esigenze femminili. La valutazione e l’assegnazione dei bollini è affidata a una commissione multidisciplinare composta da esperti di vari settori, medici, psicologi, sociologi e rappresentanti delle Istituzioni.

    Gli ospedali si candidano, la commissione esamina ogni candidatura e stabilisce l’assegnazione del riconoscimento, che può variare da un minimo di un bollino, fino a un massimo di tre. Una volta assegnati i bollini, che hanno validità annuale, il lavoro della commissione non si ferma, perché l’attività delle strutture recensite viene monitorata costantemente, allo scopo di verificare che ogni promessa sia mantenuta. Gli ospedali premiati sono quelli che dimostrano un alto grado di attenzione verso la donna, non solo per quanto riguarda le malattie prettamente femminili, ma in materia di diversificazione delle cure, perché molti disturbi hanno caratteristiche di genere da non sottovalutare.

    A ciascun bollino i suoi criteri di scelta. Per aggiudicarsi un bollino: presenza di Unità Operative, da un minimo di una fino a un massimo di tre, dedicate alla cura di malattie femminili specifiche; applicazione dei Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, con particolare riferimento all’appropriatezza delle prestazioni fornite e garantite; accreditamento e certificazione per i requisiti alberghieri e strutturali previsti dai regolamenti in materia. Per salire a quota due bollini, oltre ad avere tutti i requisiti utili per ottenere un bollino rosa è necessario: disporre di un Comitato Etico con almeno tre componenti di sesso femminile; avere personale infermieristico prevalentemente composto da donne; garantire caratteristiche strutturali, servizi a misura di donna e caratteristiche multietniche.

    Il massimo dei bollini, tre, presuppone, oltre ai requisiti già elencati anche: aver fatto pubblicazioni scientifiche in merito a malattie femminili; garantire l’applicazione della normativa vigente sull’ospedale senza dolore, in base alla legge del 2001, che prevede anche la possibilità di controllare il dolore durante il parto e di offrire il servizio di analgesia ostetrica, cioè l’anestesia epidurale per il parto.