Bimbo di 4 anni muore dopo un’influenza, indagato il padre che l’aveva curato con l’omeopatia

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    Omeopatia morte bimbo

    Un tristissimo caso di cronaca pone di nuovo sulla graticola l’omeopatia e i suoi rimedi farmacologici sempre guardati con sospetto quando non ostilità dalla medicina ufficiale, in quanto inefficaci. Purtroppo il caso riguarda un bambino di 4 anni, il piccolo Luca Monsellato di Lecce, deceduto in seguito alle complicanze di una influenza che suo padre, medico omeopata presidente onorario di Amos, Accademia Nazionale di Medicina Omeosinergetica, aveva curato solo con farmaci omeopatici. Lo stato di salute del piccolo, giunto all’ospedale salentino di Tricase già deceduto, sarebbe precipitato dopo la somministrazione di una tisana al finocchio preparata dalla madre, che lo avrebbe soffocato, o per lo meno provocato una crisi respiratoria, secondo gli esami autoptici effettuati sul corpicino.

    Tuttavia, già prima le condizioni di Luca apparivano piuttosto compromesse. Naturalmente, a seguito della denuncia del medico legale del nosocomio pugliese, Alberto Tortorella, è partita l’indagine a carico dei genitori. “Non si tratta di una tisana andata di traverso – ha precisato Tortorella – ma di una coincidenza con il decesso dovuta ad una insufficienza respiratoria. E’ ancora presto per stabilire cosa ha provocato il blocco respiratorio.

    Prima di conoscere l’esito degli esami istologici, è impossibile definire la causa patologica, che è comunque naturale: potrebbe essere una malattia virale, una polmonite”. E qui entra in gioco l’accusa mossa direttamente all’omeopatia, perché il piccolo Luca, vittima di una grave infezione gastrointestinale che durava da oltre 20 giorni, avrebbe (forse) potuto salvarsi se curato subito con i farmaci adeguati alla serietà del suo quadro clinico.

    Secondo i medici che lo hanno soccorso, il bimbo è arrivato già morto e freddo in ospedale, e inoltre si presentava eccessivamente magro, e con lividi ed ecchimosi. Dal canto loro, i genitori del bambino sostengono che il loro figlio sia giunto al pronto soccorso vivo, e che i lividi fossero semplicemente conseguenza di una dermatite. Non conosco abbastanza i particolari di questa triste vicenda, e quindi esprimere un giudizio è quantomeno inopportuno, tuttavia, una cosa che mi pare chiara, è che in questa storia se c’è una cosa da non fare è mettere sotto accusa l’omeopatia in toto, non ha alcun senso.