Batterio killer uccide stimolando la formazione di auto-anticorpi?

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    Dopo settimane di buio assoluto sull’origine del batterio killer che ha causato 24 decessi in Germania, e migliaia di infettati in UE, si cominciano a chiarire alcuni meccanismi di azione del micidiale microbo. La variante di Escherichia Coli, il microrganismo intestinale in grado di sviluppare la tossina killer shiga, che provoca la sindrome emolitico-uremica, agirebbe sul sistema immunitario stimolando una risposta degli anticorpi incontrollata e letale. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori tedeschi delle Università di Greifswald e Bonn.

    Dalle prime analisi, coordinate dal dott. Andreas Greinacher, emerge infatti che in alcuni dei pazienti colpiti dalla sindrome, avevano sviluppato degli auto-anticorpi in grado di aumentare il fattore di coagulazione che impedisce l’afflusso sanguigno in alcune regioni cerebrali nei reni, con conseguenti crisi epilettiche e stato di incoscienza.

    Quattro pazienti infettati dal batterio killer, con sindrome emolitico-uremica in corso e in gravi condizioni, sono stati trasferiti proprio nella clinica universitaria di Greisfwald e sottoposti a dialisi per filtrare gli auto-anticorpi, ma: “I primi dati dei valori sanguigni non fanno essere ottimisti”, ha commentato Greinacher. Il perché il sistema immunitario di alcuni individui abbia questo tipo di reazione alla tossina killer, non è ancora chiaro, forse potrebbe essere conseguenza dell’alterato funzionamento di una proteina. Le ricerche, intanto, proseguono.