Batterio killer: gli ultimi aggiornamenti

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    Torniamo a parlarvi del batterio killer, per aggiornarvi sulle ultime novità: come sapete in settimana il ministero della salute ha reso noti i risultati sugli hamburger della Lidl sequestrati a Verona, che sono risultati sani; ed in Russia è terminato l’embargo della frutta e della verdura provenienti dalla Germania. Le vittime sono salite in tutto a 44. Nel frattempo le ricerche scientifiche stanno scoprendo sempre più segreti riguardo a questa pericolosa variante di escherichia coli, che sapete essere un batterio molto comune.

    In particolare, uno studio condotto presso l’Università di Munster e pubblicato sulla rivista The Lancet Infectious Diseases Helge Karch, basandosi sui campioni di batteri di 23 pazienti reduci dall’epidemia ha evidenziato come il ceppo 0104:h4 (ovvero quello del batterio killer) sia in realtà una sorta di “clone” che ha unito le diverse caratteristiche negative di due forme diverse di E. Coli: la tossina Shiga delle forme enteroemorragiche (EHEC) e la capacità di attaccarsi alle pareti intestinali tipica delle forme enteroaggreganti (EAEC), dell’escherichia coli.

    Il tutto è stato poi aggravato dalla seria antibiotico-resistenza! Tale clone non sembra però essere una novità: corrisponderebbe al batterio HUSEC041 isolato per la prima volta nel 2001 in un uomo colpito da sindrome emolitico-uremica. Era un tedesco. L’epidemia sembra ora essere sotto controllo, anche se nuovi casi si stanno sviluppando in Francia.

    Oltre ai bambini intossicati, è salito infatti a 10 il numero delle persone colpite dal batterio killer, 7 delle quali un paio di settimane fa avevano consumato germogli nel corso di una festa in una cittadina nei dintorni di Bordeaux. Anche in Belgio un bambino di 4 anni è stato ricoverato, ma pare che il ceppo dell’escherichia coli in questo caso sia un altro, il più comune E157.

    Dolcetto o scherzetto?